Sangue Blu e Cuore Sportivo, se la cerimonia di Milano Cortina diventa un affare reale
Ariel Piccini Warschauer.
Di fronte allo spettacolo della neve (vera o ricostruita che fosse) e al brivido della competizione, il protocollo si scioglie. Se pensavate che le Olimpiadi Invernali fossero solo una questione di cronometro e lamine, la cerimonia d’apertura a San Siro ha rimescolato le carte, trasformando le tribune in un front-row degno delle sfilate più attese, ma con molta più autenticità.
L’Arancione è il nuovo Royal Blue
Dimenticate i cappellini bon-ton e i cappotti sartoriali. A rubare la scena è stata la Royal Family olandese. Re Willem-Alexander, la Regina Máxima e la principessa Amalia hanno dato una lezione di stile “orgogliosamente pop”: avvolti in maxi doudoune arancioni — il colore nazionale, ma in versione vitaminica — si sono alzati in piedi con una gioia quasi infantile al passaggio degli atleti Oranje. Vedere una futura Regina esultare senza filtri ci ricorda che, sotto i titoli, batte un cuore da tifosa. Ed è la freschezza di cui avevamo bisogno.
Selfie e Tradizione: Il tocco dei Principi di Grecia
Poche file più in là, il Principe Paolo di Grecia e Marie-Chantal (sempre impeccabile nel suo chic senza sforzo) hanno scelto la via della modernità: un selfie veloce per condividere l’emozione del momento. Un omaggio silenzioso ma potente alla terra che i Giochi li ha inventati quasi tremila anni fa. È l’Olimpo che scende tra noi, con lo smartphone in mano.
Il “Grande Spettacolo” tra Human e Kitsch
Il direttore creativo Marco Balich lo aveva promesso: basta con la grandeur intellettuale di Parigi 2024. Milano-Cortina ha scelto l’Armonia, ma un’armonia tutta italiana. Un “gran barnum” di 1.200 volontari, piume, paillettes anni ’80 e le voci iconiche di Andrea Bocelli e Laura Pausini. Un’estetica che abbraccia l’eccesso con orgoglio, cercando quel calore umano che spesso si perde nei grandi eventi globali.
Ombre e Luci nel parterre
Non sono mancati i momenti di riflessione. Se la Principessa Anna ha confermato il suo ruolo di “instancabile madrina” dello sport britannico con un messaggio di rara profondità, la serata ha vissuto anche i suoi momenti di tensione. La politica, si sa, non resta mai fuori dai cancelli: i fischi al vicepresidente USA J.D. Vance hanno squarciato per un attimo la bolla festosa, ricordandoci che il mondo, fuori dal Meazza, sta vivendo un momento complesso e turbolento.
Chi vedremo in pista?
La sfilata reale non finisce qui. Mentre Alberto di Monaco si godeva lo spettacolo in solitaria (grande assente Charlène, che proprio a Torino 2006 fece la sua prima apparizione ufficiale), le agende dei reali scandinavi e del Belgio sono già fitte: Filippo e Mathilde del Belgio sono attesi al pattinaggio con la piccola Éléonore. I reali di Svezia e Norvegia presidieranno i campi di gara per i prossimi giorni. Il Duca di Edimburgo ha già promesso il bis, tornando anche per le Paralimpiadi.
In questo mix di sport, diplomazia e look da baita deluxe, Milano-Cortina 2026 ci ha dato il suo primo, grande verdetto: la regalità oggi passa per la capacità di emozionarsi insieme a migliaia di estranei. E noi, come sempre, non abbiamo potuto smettere di guardare.





