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Salvini e Tajani, scontro tra i vicepremier e Giorgia sta a guardare

Valutare scelte “pragmatiche” come quella americana di attenuare le sanzioni sul petrolio russo.

Perché per ora a rimetterci “siamo solo noi”. Nel giorno in un cui Viktor Orban lancia l’ennesimo avvertimento a Bruxelles, Matteo Salvini (nella foto) torna a fare la voce fuori dal coro e, unico tra gli alleati di centrodestra, chiede di riflettere sull’opportunità di allentare la morsa su Mosca per frenare la corsa dei prezzi, innescata dalla nuova guerra nel Golfo. Ricevendo un immediato altolà di Antonio Tajani, che ribadisce la linea di Forza Italia, che poi è anche quella ufficiale del governo: la pressione sulla Russia va “assolutamente mantenuta”.

Giorgia Meloni, come ha fatto quasi sempre in tre anni e mezzo di governo, sceglie di non esporsi di fronte a uno scontro non nuovo tra i suoi due vicepremier. In un fine settimana senza appuntamenti ufficiali rimane concentrata sulla crisi internazionale, a tenere le fila dei contatti diplomatici (il suo staff è a Palazzo Chigi anche nel weekend) e a preparare il prossimo Consiglio europeo terremotato dalla guerra all’Iran. Nemmeno dal suo partito si commentano le uscite dei leader di Lega e Forza Italia, perché la posizione del governo, è il refrain tra i suoi, è quella che la premier ha espresso in Parlamento appena tre giorni fa. E non cambia. Lo s

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