Salute mentale, il problema esploso dopo il covid e sottovalutato
Ilaria Ulivelli su La Nazione scrive della salute mentale. “Il bisogno cresce. L’offerta no. I posti letto in psichiatria mancano da decenni. Decidere di non decidere è una scelta politicamente comoda. In fondo la salute mentale non porta consenso: produce complessità, richiede investimenti, pretende organizzazione dei servizi e personale specialistico che non può essere lasciato allo sbaraglio. La domanda di cura è da sempre superiore all’offerta. Dopo il Covid è esplosa. Lo dicono i numeri, sistematicamente inascoltati. Lo raccontano gli episodi di cronaca nera. E ancora di più i silenzi, dove si perdono le solitudini delle famiglie. Ragazzi che si ritirano, smettono di mangiare, si tagliano, non parlano più o spaccano la casa e la faccia a genitori lasciati soli su un fronte invisibile. Ragazzi, ma anche anziani, che scivolano fuori dalla vita sociale senza che nessuno se ne occupi”. Un problema su cui riflettere.





