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Referendum sulla giustizia, in rete il dibattito non sovrasta altri argomenti

Luca Ferlaino, presidente di Human Data, analizza la presenza del tema Referendum sui social con un articolo su Primaonline. Scrive che “mentre la politica si infiamma per il Referendum sulla giustizia, il dibattito in rete non riesce a sovrastare altri argomenti di conversazione. L’analisi dei flussi social restituisce l’immagine di una “bolla” polarizzata che fatica a fare realmente presa sul grande pubblico. I numeri sono chiari: nell’ultimo mese il tema ha generato 80 milioni di interazioni, una cifra identica a quella registrata dalle lamentele sul caro-benzina (in un periodo più ristretto di tempo, una settimana circa), nulla in confronto ai1,2 miliardi del Festival di Sanremo o ai 520 milioni delle OlimpiadiMilano-Cortina, così come alla guerra in Iran che, con 360 milioni di interazioni, si è inserita prepotentemente nel dibattito social”.

Aggiunge: “La destra punta tutto sulla narrazione del “giusto processo”. Giorgia Meloni (246 mila interazioni negli ultimi sette giorni sui canali proprietari e oltre 4 milioni di visualizzazioni) ha lanciato domenica il suo affondo digitale: un video “spiegato semplice” per convincere gli indecisi, rivendicando la necessità di limitare lo strapotere delle correnti”. 

Fratelli d’Italia nell’ultima settimana ha generato oltre 450 mila interazioni sui social. Se la Lega di Salvini (43 mila interazioni) insiste sul claim “Chi sbaglia paga” e Forza Italia (104 mila interazioni) su “la legge uguale per tutti”, la battaglia culturale è sostenuta da una contraerea mediatica guidata da Nicola Porro, con oltre 31 mila interazioni, (“è anche l’ultima occasione per dimostrare che la Costituzione non è intoccabile e si può cambiare”) e Alessandro Sallusti (8 mila interazioni). Il Comitato Sì Riforma (240 mila interazioni), Galeazzo Bignami (91 mila interazioni), Luca Sbardella (73 mila interazioni) sono in prima fila per il fronte del sì sui social. Al fianco dei professori e giuristi (Amodio, Pecorella, Dominioni) e Nicolò Zanon, spuntano volti pop come l’attore Fabio Ferrari (25 mila interazioni), l’indimenticato Chicco de “I ragazzi della Terza C”. Molte interazioni anche per l’avvocato-influencer di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa (30 mila interazioni).

Dall’altra parte, il “No” si compatta sulla difesa dell’autonomia della magistratura contro le “mire oscure” della politica. Qui la leadership comunicativa è saldamente nelle mani del Movimento 5 Stelle (oltre 78
mila interazioni nell’ultima settimana sui canali proprietari) e del leader Giuseppe Conte (60 mila interazioni): primi per produzione video e coinvolgimento del pubblico.


Al contrario, il PD (46 mila interazioni) di Elly Schlein (14 mila interazioni) fatica a imporsi nelle metriche social, con una visibilità della leader che appare sbiadita rispetto ai veri motori del No: i giornalisti Andrea Scanzi (30 mila interazioni) e Marco Travaglio (20 mila), l’influencer Lorenzo Tosa (200 mila) e il fronte dei magistrati guidato da Nicola Gratteri. Fortissimo l’appoggio del mondo dello spettacolo: da Elio Germano a Pif, passando per Daniele Silvestri e Giovanni Storti e Alessandro Gassman, la mobilitazione degli artisti è molto discussa online.

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