Referendum Giustizia, il costituzionalista solo al comando
“La filastrocca senza senso del No alle riforme come difesa della democrazia. Al quinto referendum non ci resta che il costituzionalista solo al comando”. Giuliano Ferrara sul Foglio interviene nel dibattito sulla riforma della giustizia: “Il referendum costituzionale confermativo del 2001 diede molti nuovi poteri controversi alle regioni e fu promosso dal centrosinistra sotto la guida di Giuliano Amato; quello del 2020, che ridusse il numero dei parlamentari su indicazione dei grillini, confermò una riforma costituzionale approvata da due maggioranze contrapposte, prima quella del Conte I (grillini e Lega) e poi quella del Conte II (Conte più centrosinistra): gli altri due referendum costituzionali, uno del 2006 e l’altro del 2016, uno su proposta riformatrice del centrodestra di impronta berlusconiana e l’altro del centrosinistra a firma renziana, furono invece respinti da una coalizione del No. Ora – osserva l’ex direttore del Foglio – si vota su questioni che hanno niente a che vedere con il governo, la forma di governo o di stato, modello Westminster e bicameralismo paritario; si vota su una riforma costituzionale che separa le carriere dei giudici e crea organi corrispondenti di autogoverno. Gli argomenti dei sostenitori del No, che desiderano respingere la riforma, sono di nuovo la difesa della democrazia, la tutela dall’uomo o in questo caso dalla donna sola al comando. Non cambiano una virgola, dicono che il contenuto della legge sulla magistratura non conta, conta mobilitarsi per fermare la voglia di dittatura. La cosa è incongrua, illogica, sembra un nonsense alla Lewis Carroll. Uno vorrebbe pensare che esiste un establishment compatto a difesa della Costituzione, che i suoi argomenti sono commisurati a questa funzione storica di difesa democratica. Invece è solo una filastrocca senza senso. Quando ci fu davvero una richiesta di pieni poteri, finita con un tuffo al Papeete, e un uomo solo in mezzo al mare al comando di un pattino, le cose furono sistemate non dai costituzionalisti ma dai politicanti di centrosinistra benedetti che cooptarono il Conte I nel Conte II e risolsero la questione in modo brillante. Con questo quinto referendum non ci resta che il costituzionalista solo al comando”.
Nella foto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.






