#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Re Carlo tra due fuochi, il viaggio da Trump spacca il Regno Unito

Ariel Piccini Warschauer.

“Annullate la visita del Re e inviate a Trump una copia del discorso di Hugh Grant in Love Actually”. Oppure, con sarcasmo ancora più tagliente: “Mandateci Andrea, hanno più cose in comune”. Sui social media britannici, il dibattito sul prossimo viaggio di Carlo III negli Stati Uniti oscilla tra l’indignazione civile e l’ironia feroce. Quella che doveva essere una missione storica per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana – tra parate militari, discorsi solenni e balli di gala – si è trasformata in un caso diplomatico che rischia di mandare in frantumi la “relazione speciale” tra Londra e Washington.

L’affondo dei parlamentari: “Trump è un tiranno”

A far saltare i nervi a Westminster sono state le ultime uscite del tycoon. Ed Davey, leader dei Liberal Democratici, terza forza politica del Paese, ha rotto gli indugi ai microfoni della BBC: “Dobbiamo opporci a Donald Trump, è un tiranno. Il Regno Unito non può farsi calpestare da un ricattatore, né premiare il suo comportamento con il fasto che tanto brama”.

Non è da meno l’ala conservatrice. Il deputato Simon Hoare è stato ancora più diretto: “La visita di Sua Maestà deve essere cancellata. Il mondo civile non può più tollerare Trump. È un gangster, un pirata”. Toni che riflettono un isolamento crescente del Presidente americano, proprio mentre l’Europa guarda con estrema diffidenza alle sue mosse.

Lo scontro su Diego Garcia

La miccia è stata innescata dalle dichiarazioni rilasciate da Trump prima del suo tormentato viaggio verso il Forum di Davos (il suo Air Force One è dovuto rientrare alla base per un guasto tecnico). Il Presidente ha attaccato frontalmente il Premier Keir Starmer e il Presidente francese: “Devono rimettere in sesto i loro Paesi. Londra ha troppi problemi”.

Ma è sul piano geostrategico che Trump ha sferrato il colpo più duro, criticando la decisione britannica di cedere la sovranità delle isole Chagos (e della base di Diego Garcia) a Mauritius: “Incredibile che il nostro ‘brillante’ alleato della NATO ceda una base vitale senza alcuna ragione”, ha tuonato sul suo social network.

Il Re sul filo del rasoio

In questo clima da guerra fredda transatlantica, Buckingham Palace cerca di mantenere il profilo istituzionale, pur ammettendo che le circostanze “non sono ideali”. Fonti vicine alla Corona, citate dal Daily Telegraph, ricordano che i viaggi reali avvengono su indicazione del governo e che le opinioni personali di Carlo III non influenzano l’agenda.

Tuttavia, il Palazzo deplora quella che definisce una “scarsa comprensione” del protocollo da parte dei critici: per ora, il programma resta confermato. Ma con l’ombra di Trump che incombe sull’Europa e la sfida commerciale tra il Vecchio e il Nuovo Continente che si inasprisce, il viaggio del Re verso Washington appare sempre più problematico.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti