Presidenza di Estra, partita la sfida per la successione all’aretino Macrì promosso a Leonardo
Stefano Bisi.
Con la partenza del presidente Francesco Macrì (nella foto) per la presidenza di Leonardo si apre la partita per la successione alla guida di Estra e sarà una gara infuocata anche se di parla di accordi politico-territoriali. L’attuale consiglio di amministrazione è formato da Francesco Macrì (che uscirà) Nicola Ciolini (amministratore delegato), Alessandro Fabbrini (vicepresidente), Daria Orlandi e Maria Cristina Rossi.
Ciolini, già presidente di Alia Servizi Ambientali SpA, è vicepresidente della neonata Multiutility Toscana, mentre Fabbrini è l’attuale presidente di Sei Toscana. La formazione del cda, tre anni fa, arrivò dopo una lunga trattativa per dare la rappresentanza ai territori in cui operano i maggiori soci di Estra, ovvero Alia Servizi Ambientali SpA (la società di gestione dei rifiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia, già confluita nella compagine della multiutility), l’aretina Coingas, la senese Intesa SpA e l’anconetana Viva Energia: considerato il fatto che il primo detiene il 39,5% delle quote, il secondo e il terzo il 25,14% e il quarto il 10% (lo 0,22 appartiene ad Estra SpA).
Tra presidenza di Leonardo e quella di Estra non c’è incompatibilità formale e quindi Macrì potrebbe restare ma sono due incarichi molto impegnativi e quindi l’esponente aretino di Fratelli d’Italia lascerà. A chi? Se nell’attuale composizione la poltrona di presidente è toccata a un aretino questa volta potrebbe essere un senese il prescelto visto che l’attuale amministratore delegato (Ciolini) è pratese, amico dell’ex sindaco piddino Matteo Biffoni che si ricandida per la guida della sua città, e la geopolitica dovrebbe avere un senso. Ma non sempre.




