Piombino, il porto dove il futuro è fuori target
Pablo Cinci*.
Vi svelo un segreto, c’è una notizia che circola nel resto d’Italia.
Mentre qui si discute di come “sfrattare” il rigassificatore, come se fosse un inquilino molesto e moroso, il resto del Paese sta introducendo il GNL quale sostituto degli attuali oli combustibili utilizzati nel traffico
marittimo. Leggo i titoli di oggi: “Gnl per le navi, è il turno di Ravenna. In pista anche Civitavecchia e Napoli”.
Genova ha già iniziato a rifornire i traghetti GNV con gas che arriva direttamente dai rigassificatori nazionali (come quello di Livorno). Risultato? Emissioni di anidride carbonica dimezzate e addio a quella simpatica nuvoletta nera che accompagna ogni partenza dei nostri traghetti, oltre allo sviluppo di un ulteriore attività imprenditoriale.
La verità è che qui a Piombino siamo riusciti in un capolavoro di equilibrismo logico che meriterebbe un
premio internazionale al comitatismo ambientalista. Il rigassificatore è diventato il mostro sotto il letto, il nemico pubblico numero uno. Intanto, però, i traghetti continuano a bruciare combustibili tradizionali sotto il nostro naso ed il territorio perde, per scelta, opportunità e occasioni di sviluppo.
È il trionfo del falso ambientalismo: quello che preferisce un inquinamento certo e visibile oggi a una soluzione tecnologica pulita domani, purché però che il rigassificatore sia……“altrove”.
*Pablo Cinci è presidente di Appello per lo sviluppo e il lavoro a Piombino





