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Piccini scatenato tra Santa Maria della Scala e palazzo Bourbon del Monte

Pierluigi Piccini (nella foto) ha sempre guardato con molta attenzione al Santa Maria della Scala. Lo ha fatto quando era sindaco di Siena e anche dopo. Ha rilasciato un’intervista a La Nazione.

Se le avessero fatto fare il presidente del Santa Maria della Scala (come in campagna elettorale qualcuno aveva ipotizzato, ndr) cosa avrebbe fatto? 

«Avrei fatto l’iscrizione al Registro Nazionale del Terzo Settore. E molte altre cose».

Lei ritiene il Santa Maria della Scala un po’ figlio suo? 

«No. Comunque io adesso ho un altro figlio». Sarebbe? «Il palazzo Bourbon del Monte, 3.000 metri quadrati».

L’avete comprato tutto?

«Sì. Ora dobbiamo fare un progetto esecutivo, abbiamo un incontro in Regione. Fra l’altro 3000 metri quadrati non sono uno scherzo da poco, perché il palazzo Bourbon del Monte vuol dire rilancio del centro storico e del paese. Quindi sento una responsabilità enorme».

Come lo gestirete? 

«Quello è tutto da vedere. Io spero diventi un grande museo, però abbiamo messo su un comitato scientifico proprio per seguire la progettazione e per dialogare con i cittadini sulla base di una proposta concreta. Non facciamo l’assemblearismo. Abbiamo portato in consiglio comunale un’ipotesi di utilizzo, la minoranza l’ha approvata e questo mi fa molto piacere, perché è un recupero che non riguarda la maggioranza, ma tutta la comunità. Così il Santa Maria della Scala non è né di Leone né del sindaco Fabio». E’ dei senesi.

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