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Per Prodi occorrono nuovi rapporti tra Europa e Cina per arginare Trump

Romano Prodi sul Messaggero si occupa dei rapporti tra Europa e Cina, importanti per arginare le conseguenze negative della politica di Trump. “Non è certo un compito facile, ma tuttavia possibile”, osserva Prodi, “dato che gli Stati Uniti, mercato per noi di importanza fondamentale, rappresenta meno del 10% delle importazioni mondiali. Di qui la necessaria ricerca di nuovi mercati che, da parte dell’Unione Europea, è già stata messa in pratica con gli accordi con l’India e il Mercosur. Di importanza determinante diventano ora i nuovi rapporti con la Cina che, fino ad oggi, non sono stati affrontati a livello comunitario, ma dai singoli paesi europei in ordine sparso. L’insufficiente compattezza della posizione europea è chiaramente emersa nel vertice fra la Commissione e il Governo cinese del luglio scorso. Vertice in cui non si è concluso nulla, in conseguenza dei divergenti interessi dei paesi europei e del parallelo interesse cinese a mantenere gli europei divisi. La Germania ha un ruolo di particolare importanza nel difficile rapporto fra Europa e Cina perché è, di gran lunga, il paese che ha le più rilevanti relazioni commerciali e i maggiori investimenti incrociati con l’Impero di Mezzo. Rapporti che si erano mantenuti in un sostanziale equilibrio per lungo tempo, ma che ora si stanno traducendo in un crescente passivo per la Germania. La competitività cinese ha infatti compiuto impressionati salti in avanti non solo nel settore automobilistico e nelle energie rinnovabili, ma in tutta la gamma merceologica, con un sostanziale primato tanto nelle produzioni a basso costo quanto nei raffinati prodotti high-tech. L’indebolimento della capacità concorrenziale tedesca è solo un esempio di una conquista dei mercati esteri da parte della Cina che si rafforza ogni anno. Soprattutto dopo le decisioni di Trump, il commercio internazionale è sempre più condizionato da fattori politici. E’ necessario quindi mettere sul tavolo una combinazione fra il peso politico e il peso economico che la Germania non possiede. Ritengo tuttavia che, pur con le difficoltà e le disparità sottolineate in precedenza, vi sia spazio per una trattativa che permetta di costruire rapporti fra Cina ed Europa convenienti per entrambi”.
 

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