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Per essere competitivi non si possono ridurre i salari

Innocenzo Cipolletta, ex direttore di Confindustria, su InPiù si dedica all’incontro dei capi di governo europei che si sono riuniti al castello di Alden Biesen in Belgio per discutere di competitività dell’Europa. Ma è la competitività il problema dell’Europa? C’è da dubitarne. L’Europa cresce poco, ma ha una bilancia dei pagamenti sempre positiva pur se scesa di poco nel 2025. Il problema dell’Europa non è la competitività verso l’esterno, visto che esporta ben più di quanto importa, ma la debolezza della sua domanda interna. E questa debolezza ha a che vedere con la competitività, ma nel senso che la ricerca spasmodica di competitività per esportare deprime la domanda interna e genera poca crescita.
 
Infatti, per essere competitivi, bisogna ridurre i costi di produzione, ossia i salari e contenere la spesa pubblica che genera tasse sui contribuenti. Ma tenere bassi i salari e contenere la spesa pubblica frena la domanda interna e genera bassa crescita. Ecco allora che l’Europa non ha bisogno di maggiore competitività, ma di politiche per la domanda interna, orientate a soddisfare i bisogni della popolazione: sanità, trasporti, istruzione, sicurezza eccetera.

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