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Pd toscano agitato per la scelta dei candidati sindaco: Fossi e Furfaro affrontano la ribellione della base

Il Corriere Fiorentino fa il punto sulle elezioni amministrative in alcuni comuni della Toscana.

Viareggio il centrodestra sembra aver bruciato il nome di Ciro Costagliola — caldeggiato da Forza Italia — in nome della candidatura del deputato meloniano Riccardo Zucconi: la coalizione sta cercando un’intesa con le liste civiche orfane del sindaco uscente Giorgio Del Ghingaro. Sull’altro fronte, domenica, saranno gli elettori a scegliere il candidato dell’area. In campo tre nomi: Stefano Baccelli, Federica Maineri — sostenuta dalla segreteria regionale pd — e Antonella Serafini. Sullo sfondo resta infatti la possibile discesa in campo della manager Maria Lina Marcucci, sostenuta da una parte del mondo politico regionale — compreso il presidente della Toscana Eugenio Giani — e considerata un profilo capace di intercettare consensi anche oltre i confini della coalizione. 

Anche Pistoia si prepara a un passaggio simile: le primarie dovrebbero tenersi il 12 aprile. L’operazione guidata da Marco Furfaro per la candidatura civica di Giovanni Capecchi, vicino ad Avs, si contrappone alla ribellione della federazione pistoiese del Pd, che ha scelto di puntare su Stefania Nesi. Il centrodestra si presenta invece già organizzato attorno alla figura di Anna Maria Celesti (FI), attuale sindaca facente funzioni.

Situazione non meno complessa a Prato, dove il rebus riguarda entrambi gli schieramenti. Centrodestra nelle sabbie mobili, che per ora vedono spuntare solo la testa dell’avvocato Marco Barone; centrosinistra alle prese con i nodi sulla candidatura del consigliere regionale Matteo Biffoni. A guidare il confronto nel Pd sarà nelle prossime ore il reggente cittadino del Pd Christian Di Sanzo, chiamato a trovare una sintesi in un contesto segnato da lunghe guerre di posizione. Tra le possibili alternative circolano anche i nomi degli ex assessori Benedetta Squittieri e Diego Blasi, segno di una fase ancora interlocutoria.

Biffoni, dicono gli addetti ai lavori, sarebbe disponibile ma vorrebbe una incoronazione che difficilmente verrà e quindi resterà in Regione come presidente della Commissione Sanità e anche l’altra pratese di cui si è parlato come candidata sindaca, Cristina Manetti, finirà per restare assessora regionale alla cultura.

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