No al seme congelato, decisione destinata a far discutere in uno Stato laico
No all’utilizzo del seme congelato del compagno defunto. La corte d’appello di Firenze ha ribadito l’orientamento del tribunale di primo grado, in merito al caso di una donna che chiedeva di avere un figlio per mezzo di una provetta di liquido seminale custodito in un laboratorio, donato dall’uomo prima di sottoporsi a una cura che avrebbe potuto incidere sulla fertilità.
Per evitare il ricorso alla procreazione assistita all’estero, i giudici della seconda sezione civile della corte d’appello toscana hanno ordinato la distruzione del campione. I legali della vedova, gli avvocati Roberto Inches e Matteo Forconi, decideranno le prossime mosse dopo un’attenta lettura della sentenza, depositata l’anti vigilia di Natale. La notizia pubblicata da La Nazione è destinata a far discutere perché interferisce sulle scelte personali. Lo Stato laico dovrebbe occuparsene per consentire ai cittadini di compiere scelte in libertà.






