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Nervi tesi a Piombino per il rigassificatore, si punta sulle compensazioni mentre il sindaco è sulla graticola

Nervi tesi a Piombino dopo che il governo ha deciso con un decreto di lasciare la Italis dove è adesso. Scrive il Tirreno che ottenere qualcosa da Roma sembra l’unica strada che la politica può percorrere per non dare la sensazione di restare a mani vuote dopo la decisione imposta dal governo. E per provare a salvare la faccia.

Quella delle compensazioni è una partita importante per la città. Che, tuttavia, inizierebbe con tre anni di ritardo. Ad oggi, infatti, Piombino non ha ottenuto praticamente niente. Per adesso niente come royalties da Snam con l’attivazione della legge Marzano, quasi niente tramite il canale politico-istituzionale aperto con il governo.

Il sindaco Francesco Ferrari, nel corso della manifestazione dei comitati contro il rigassificatore (dove è stato contestato dagli attivisti per la sua linea morbida nei confronti del governo “amico” a trazione Giorgia Meloni), ha detto come ottenere le compensazioni per i tre anni di permanenza della nave sia un diritto dei piombinesi. Non è chiaro tuttavia se e come l’amministrazione comunale abbia intavolato eventuali trattative con Snam e con il governo. Vedremo, insomma.

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