Negoziati con l’Ucraina, chi è l’ex banchiere scelto da Trump per trattare con Putin
Ariel Piccini Warschauer.
C’è un volto nuovo nel “cerchio magico” della diplomazia americana, e il mondo ha imparato a conoscerlo attraverso un gesto informale nel cuore del Cremlino. Mentre le telecamere riprendevano l’incontro notturno tra Vladimir Putin e la delegazione statunitense, l’inviato speciale Steve Witkoff si è rivolto al leader russo indicando il giovane al suo fianco: «Questo è Josh».
Quel “Josh” è Josh Gruenbaum, 38 anni, una carriera fulminante tra i grattacieli di Manhattan e ora uomo chiave nei delicatissimi colloqui per porre fine al conflitto in Ucraina. La sua presenza a Mosca, accanto a Jared Kushner (genero di Donald Trump), segna il passaggio definitivo a una diplomazia “transazionale”, dove il linguaggio della finanza si sostituisce a quello delle feluche.
Un profilo da “Problem Solver”
Classe 1986, Gruenbaum non è un diplomatico di carriera. È un esperto di crisi, ma di quelle societarie. Prima di entrare nell’amministrazione pubblica come Commissario del Federal Acquisition Service (l’ente che gestisce gli approvvigionamenti del governo USA), è stato vicepresidente in colossi come KKR & Co. e Moelis & Company.
Il suo settore? Ristrutturazioni aziendali complesse, fusioni e acquisizioni. È l’uomo che le grandi aziende chiamano quando devono gestire un fallimento o una crisi d’identità. Ora, per conto di Donald Trump, Gruenbaum sta applicando lo stesso schema al dossier ucraino: trattare la pace come una gigantesca operazione di restructuring internazionale.
Il legame con il Board of Peace
Gruenbaum è stato recentemente nominato consulente senior del Board of Peace(Consiglio di Pace), l’organismo creato da Trump per gestire i conflitti globali al di fuori dei canali tradizionali del Dipartimento di Stato. Non è un caso che sia lui a fare da spola: A dicembre era a Mar-a-Lago per l’incontro tra Trump e Zelensky. Pochi giorni dopo era a Miami per vedere l’inviato russo Kirill Dmitriev. Ieri sera era al Cremlino per il vertice di tre ore e mezza con Putin.
Radici e impegno civile
Cresciuto in una comunità ebraica ortodossa nel New Jersey, Gruenbaum porta con sé una storia familiare densa di significato: è nipote di un sopravvissuto all’Olocausto. Oltre ai negoziati di guerra, ricopre un ruolo di primo piano nella task force del Dipartimento dell’Istruzione contro l’antisemitismo nei campus americani, dimostrando una capacità di spaziare dai temi civili a quelli geopolitici.
Cosa significa la sua presenza per l’Ucraina?
L’inserimento di un esperto di “ristrutturazioni” nei colloqui suggerisce che il piano di pace di Trump punterà molto sulla ricostruzione economica. Gruenbaum è l’uomo dei numeri, colui che dovrà far quadrare i conti tra gli aiuti americani, il ruolo delle aziende private e la gestione degli asset russi.
Mentre il portavoce del Cremlino, Yuri Ushakov, definisce l’incontro “molto utile” ma ribadisce che “gli obiettivi sul campo di battaglia proseguono”, il giovane Gruenbaum resta nell’ombra, pronto a scrivere le clausole tecniche di quello che potrebbe essere il più complesso “accordo aziendale” della storia moderna: la fine della guerra in Europa.






