Negozi che chiudono, locali sfitti, il crollo che cambia il volto delle città toscane
In Italia ci sono 105 mila negozi sfitti, 140 mila hanno chiuso negli ultimi 12 anni, e secondo un’indagine di Confcommercio da qui al 2035 chiuderà una bottega ogni cinque oggi in attività, un fenomeno nazionale che coinvolge anche la Toscana. Un articolo molto dettagliato di Mauro Bonciani sul Corriere Fiorentino fa emergere un quadro drammatico. L’emorragia di negozi avverrà in tutte le città capoluogo di provincia, da Firenze (-20%) a Pistoia (-27%) con solamente i ristoranti che continueranno ad aumentare di numero, a scapito anche dei bar. Mentre gli alloggi ad affitto breve e B&B raddoppieranno quasi, a fronte di un calo degli alberghi ed hotel.
E analizzando nel dettaglio le previsioni città per città — in assenza di politiche di rigenerazione urbana e di sostegno a botteghe e mercati tradizionali — emerge un crollo generalizzato delle botteghe e delle attività commerciali, osserva Bonciani.
Diverse però le previsioni: si va da un -16,6% di Prato al -27% di Pistoia e Arezzo, con nel mezzo gli altri capoluoghi fino al -25% di Lucca, cali che si verificheranno anche nelle poche città toscane in cui la popolazione aumenterà al 2035, come nel caso di Siena, Prato o Grosseto.
A livello regionale, secondo l’associazione di categoria, è fondamentale valorizzare l’esperienza dei distretti urbani del commercio (frutto del partenariato tra Comuni, associazioni di categoria e imprese, per agire contro il declino del commercio), superando la frammentazione normativa. «Confcommercio suggerisce proposte concrete — sottolinea il presidente toscano, Aldo Cursano (nella foto) — per esempio ai Comuni proponiamo la redazione di programmi pluriennali per l’economia di prossimità, per coordinare le diverse azioni di contrasto alla desertificazione commerciale, a iniziare dalla riattivazione dei locali sfitti, con canoni calmierati e incentivi coordinati tra pubblico e privato. Senza commercio locale le città si svuotano e perdono identità».
Il crollo città per città: Pistoia – 27%,Lucca – 25,4, Prato – 16,6, Grosseto – 23,2, Arezzo – 27,3, Siena – 20,9, Livorno – 25,6, Firenze – 20,1, Pisa – 20,9, Massa – 25,4. Non resta che piangere.






