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Nasce Officina Repubblicana con Conte presente e Schlein disattenta

Stefano Folli su la Repubblica osserva il quadro politico. “Qualcosa si muove ai margini dei due schieramenti che reggono, con alterne fortune, il sistema politico. I nomi da osservare sono quelli di Carlo Calenda e Giuseppe Conte (nella foto): storie opposte, ma con qualche elemento comune. Il leader di Azione, principale dei piccoli partiti, ha tenuto un applaudito intervento all’assemblea di Forza Italia a Milano. Non è l’annuncio di una nuova amicizia, intesa come patto elettorale, ma potrebbe diventarlo. Molto dipenderà dalla nuova legge elettorale: se lascerà spazio alle forze minori o le costringerà ad allearsi con partner più ingombranti. Il passaggio più interessante dell’intervento di Calenda è stato però l’attacco a Salvini. Il capo della Lega gode nel centrodestra di un trattamento in guanti bianchi, per esigenze di equilibrio. Giorgia Meloni resta cauta verso un alleato che giudica l’Ucraina quasi negli stessi termini dei generali russi. Non a caso le sue ultime dichiarazioni sono state rilanciate sui social dai collaboratori di Putin. Anche Tajani, al di là delle schermaglie, si muove con prudenza, confidando che alle parole Salvini non faccia seguire i fatti: il governo si logora, ma evita il collasso. Calenda non ha di queste preoccupazioni e può attaccare senza risparmio. Salvini, del resto, gliene offre l’occasione, come nella chiacchierata con l’inglese Robinson, estremista di destra. Ognuno fa il proprio gioco: Salvini prova a tagliare l’erba sotto i piedi di Vannacci; Calenda mira a ridurre il peso della Lega nell’esecutivo. Prospettiva ambiziosa, ma per una forza liberale è l’unica per crescere senza essere stritolata. Nel centrosinistra va segnalata la prima riunione di Officina Repubblicana, iniziativa di Giorgio La Malfa. Un convegno non è un partito, ma l’ambizione è allargare l’offerta politica richiamandosi all’europeismo classico. La presenza di Conte non è casuale. Mentre Schlein appare indifferente ai numeri troppo esigui, il leader M5S segue un altro disegno: candidarsi a federatore del campo largo. I sondaggi lo vedono più credibile come premier della segretaria Pd. Ciò che perde in percentuali, Conte lo recupera nelle preferenze personali. E infatti cuce pazientemente relazioni. Non a caso, a differenza di Salvini, sulla sua politica estera — identica — molti nel centrosinistra scelgono di sorvolare”.

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Massimiliano
Massimiliano
3 giorni fa

Uno stato di diritto degno di questo nome ha l’obbligo di comportarsi come sta facendo il nostro ministro degli interni. Pieno sostegno alle nostre istituzioni e vicinanza all’agente di polizia che ha già a che fare con la sua anima poiché, a prescindere dall’esito dell’indagine che spero lo sollevi da ogni responsabilità, è morto sempre un altro essere umano. Il Padre degli esseri viventi infatti ha detto “non gioisco quando l’empio muore, ma quando si converte”. Ciò nonostante, ribadiamo, gli agenti hanno il sacrosanto diritto di tornare a casa dalle loro famiglie a fine turno.