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Napoli piange la sua bomboniera, fiamme al Sannazaro

Ariel Piccini Warschauer.

Il cuore di via Chiaia è una ferita aperta, avvolta da una coltre di fumo denso che rende l’aria irrespirabile fino a piazza dei Martiri. Nella notte, il fuoco ha divorato il Teatro Sannazaro, la storica «bomboniera» di Napoli, uno dei gioielli architettonici e culturali più cari alla città. Il bilancio è drammatico: la splendida cupola, vanto della struttura ottocentesca, non ha retto all’urto del calore ed è crollata sulla platea, schiacciando sotto i detriti decenni di storia del teatro napoletano.

L’inferno a Chiaia

L’allarme è scattato nel cuore della notte. Le fiamme, alimentate dal vento che sferza la zona costiera, si sono propagate rapidamente, partendo forse da un locale interno per poi risalire lungo le pareti ricche di ori e stucchi. Sul posto sono intervenute d’urgenza tre squadre dei Vigili del Fuoco con autobotti e mezzi speciali.

L’operazione è stata resa complessa dalla posizione del teatro, incastonato tra i palazzi storici e la vicina chiesa di Sant’Orsola a Chiaia, lambita dal rogo. Per precauzione, diverse abitazioni adiacenti sono state evacuate, mentre via Chiaia è stata transennata all’altezza del Ponte. «Non risultano feriti né intossicati», rassicurano i caschi rossi, ma la battaglia contro gli ultimi focolai è proseguita per ore.

Il dolore di Lara Sansone

Tra la folla di curiosi e soccorritori, a terra, distrutta dal dolore, c’è Lara Sansone. L’attrice, nipote dell’indimenticabile Luisa Conte e oggi anima del teatro, ha assistito impotente alla distruzione del sogno di famiglia. Il Sannazaro non è solo un’impresa culturale; è un’eredità che dal 1971, anno della riapertura voluta dalla Conte, rappresenta la resistenza della tradizione napoletana.

Ipotesi corto circuito

Mentre i rilievi sono ancora in corso, la prima ipotesi formulata dagli esperti è quella di un corto circuito. Una fatalità che ha trasformato un tempio della prosa in un ammasso di cenere. «Al momento si pensa a un fatto accidentale», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, giunto sul posto per verificare l’entità del danno. «I vigili stanno ancora operando negli appartamenti sovrastanti per spegnere piccoli focolai. Ci vorrà tempo per definire l’origine esatta, ma è un colpo durissimo per la città». Una storia in cenere

Fondato nel 1874 su progetto di Fausto Nicolini, il Sannazaro era stato il primo teatro di Napoli a conoscere la luce elettrica nel 1888. Aveva ospitato miti come Eleonora Duse, attraversato i fasti e la decadenza del dopoguerra, fino alla rinascita firmata da Luisa Conte. Oggi, quegli ori e quei velluti che hanno fatto da cornice ai capolavori di Eduardo e della scuola napoletana sono oscurati dalla fuliggine.

Napoli si risveglia più povera, con il fiato corto e gli occhi rivolti a quel tetto che non c’è più, sperando che, come già accaduto nel 1971, questa bomboniera possa trovare la forza di rinascere dalle proprie ceneri.

Nella foto la Galleria Umberto, uno dei luoghi più belli di Napoli.

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