Meloni in difesa di Del Mastro ma La Stampa invita il sottosegretario a dimettersi
“Due sole parole dovrebbe pronunciare il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove: mi dimetto – commenta Francesca Schianchi su La Stampa -. Tolgo dall’imbarazzo la premier e la mia parte politica, alla vigilia di un voto tanto importante da spingere Giorgia Meloni a metterci la faccia in tv, in radio, nel podcast di Fedez, nei video per i social. Ce l’ha messa tutta la presidente del Consiglio per strappare quel Sì: e ora, a tre giorni dal traguardo, il gran finale è oscurato dagli opinabili investimenti di Delmastro. Ha voglia Meloni a sgolarsi sulla riforma di buon senso e i magistrati che pagheranno per i loro errori: un’Alta corte disciplinare forse servirebbe pure al governo. Perché non è la prima volta che il sottosegretario alla Giustizia la mette in difficoltà. Alla festa sbagliata nel Capodanno di due anni fa: un ferito dalla pistola del deputato ex FdI Emanuele Pozzolo e Delmastro che stava caricando l’automobile. Per settimane viene inseguito dalle domande dei giornalisti ma lui non ha visto niente e non sa niente. Troppo ciarliero con l’amico Giovanni Donzelli sul caso Cospito, secondo i giudici che lo condannano per rivelazione di segreto d’ufficio: sarebbe abbastanza per invitarlo a lasciare ma Meloni lo difende. Ora la storia della società con la figlia del prestanome di un clan, esplosa a un passo dal referendum che potrebbe consacrarla o segnare un inciampo. «La mafia per me è una montagna di merda», ha ripetuto Delmastro, mentre la sua foto abbracciato a Mauro Caroccia campeggiava sui siti. Più che dichiarazioni, dovrebbe spiegare perché sia entrato in società con la figlia Miriam, che sarà pure non indagata, ma ha una parentela che un sottosegretario non dovrebbe ignorare. Chissà perché la premier lo ha difeso, chissà come mai non ha visto l’opportunità politica delle dimissioni. Che c’è tutta”.





