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Mazziniani in azione: Luigi Ghilardi e il Messico

Roberto Pizzi.

Luigi Ghilardi fu un altro personaggio del nostro Risorgimento con il “ fuoco della mente” (espressione mutuata dal titolo di un libro dello storico americano J. H. Billignton). Era nato il 2 agosto del 1810 a Lucca, figlio di Nicolao e di Elisabetta Lucchesi e venne registrato, dopo il battesimo, nella parrocchia di San Michele. Come risulterà dallo Stato delle Anime della Parrocchia di San Frediano del 1820, con la famiglia si era trasferito, dall’abitazione di Chiasso Barletti, in quella di Via Fillungo, “nella terza casa davanti alla piazza, secondo piano a destra”. 

Già nel 1824, all’età di 14 anni, sembra fosse andato in Francia, a Rouen,  alla ricerca di lavoro. Frequentazioni repubblicane e carbonare d’oltralpe potrebbero avere influito sulla sua formazione ideale e politica,  tanto che lo ritroveremo,  ritornato a Lucca, partecipe  dei moti rivoluzionari del 1831  che ebbero epicentro a Modena, e poi  tra Pieve Fosciana e la Garfagnanalucchese. Il fallimento dei moti lo riporta, di nuovo, esule in Francia, nel 1832 – 33, dove si arruola nella Legione Straniera, acquisendo il grado di caporale. 

Apprezzato da Mazzini, che lo definì “amico” suo ed eccellente patriota, combatté per la libertà in Portogallo, Belgio, Spagna (dove guadagnò i gradi di capitano e dove sposerà, nel 1840, FranciscaAnguera), facendo parte della Legione che comprendeva nomi di volontari italiani partecipi  della nostra epopea risorgimentale: Manfredo Fanti, Enrico Cialdini, Nicola Fabrizi, Giacomo de Medici, Francesco Anzani ed altri. Sempre in azione, lo troveremo poi a Livorno; in Corsica, ed ancora in Spagna, dove combatté come comandante di divisione delle forze liberali. È possibile che fosse di nuovo a Lucca tra il 1843 e 1845 a cospirare con Giovacchino Allegrini, Tommaso Paoli, Massei, Bertini ed i membri di casa Cotenna.    Nella prima Guerra di Indipendenza lo troviamo al comando di un paio di centinaia di giovani lucchesi e massesi che avevano lasciato la loro città il 16 giugno 1848. Nel 1848 è in  Sicilia, poi di nuovo a Livorno contro gli austriaci nell’insurrezione del 1849 e sempre in quell’anno, in difesa della Repubblica Romana contro i francesi. 

Luigi (Luis, come era chiamato in America) si trasferì, poi, nel settembre del 1853, in Messico dove era scoppiata la guerra civile. 

Qui parteciperà al conflitto, fra le fila dei liberali,  con il grado di generale. Ancora in Messico, si schierò coi democratici di Benito Juarez, nella guerra contro le truppe di Napoleone III che avevano invaso il paese e posto sul trono imperiale Massimiliano d’Asburgo (1864-67).

Il presidente Juarez, ringraziandolo per il suo impegno a favore della Repubblica americana, lo chiamava “amico e Fratello”. Nonostante la lontananza dal nostro Paese, Ghilardi godeva buona fama fra i patrioti italiani ed il suo nome circolava anche nelle cronache di giornali esteri, che ne decantavano il coraggio. Altre avventure militari lo vedranno coinvolto in America, fino al drammatico epilogo della sua vita  nella guerra in difesa della libertà della repubblica messicana. Fatto prigioniero dai francesi, nei pressi di Puebla,  fu fucilato ad Aguascalientes il 17 marzo 1864.  I cugini d’oltralpe   liquidavano il conto aperto con lui,  non avendo  dimenticato l’impegno di Ghilardi contro di loro nelle battaglie  della gloriosa Repubblica romana del 1849 ed in particolare negli ultimi scontri di  Acapulco. Il 16 maggio del 1864 Garibaldi scriveva da Caprera a Giuseppe Civinini : “da alcuni giorni pare sia stato moschettato il Generale Ghilardi nel Messico. Mi sembrerebbe bene dimandare per via del vostro Diritto perché e da chi è stato fucilato quel bravo nostro compatriota (il “Diritto” era un giornale di proprietà di Adriano Lemmi detto il banchiere del Risorgimento, mentre Civinini  ne era il direttore) 

Il Messico, tutt’oggi,  lo riconosce e lo onora come un suo eroe nazionale.

Una targa a lui dedicata è apposta sulla parete di un edificio di via Fillungo (davanti allo slargo della suggestiva piazza  San Frediano) dove visse il patriota lucchese. 

Nell’epigrafe si legge:

Qui visse / Luigi “Luis” Ghilardi / nato a Lucca il 2 agosto 1810 / Mazziniano e Garibaldino, amò e combatte per gli ideali / risorgimentali di Libertà, di Indipendenza, di Repubblica / in Italia,Portogallo e Spagna ed infine in Messico / dove fu fucilato il 17 marzo 1864 ad Aguascalientes / dalle truppe imperiali francesi / Il General Luis Ghilardi / è un amato /eroe nazionale del Messico. Lucca pose, a riconoscimento del sacrificio e per onorare la memoria – novembre 2016.

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