Mario Monti si chiede: perché Meloni è ancora oggi molto vicina al presidente Usa
Mario Monti sul Corriere della Sera si pone una domanda: Perché Giorgia Meloni (nella foto) è ancora oggi molto vicina a Donald Trump?
La risposta del professore: “Un anno fa, tre solidi motivi potevano spiegarlo. Primo, l’affinità ideologica e di visione politica tra due esponenti di punta del nazionalismo conservatore. Secondo, la convenienza politica: essere l’unico capo di governo europeo in grado di parlare a Trump con scioltezza, riscuotere visibilmente la sua fiducia era un fattore di prestigio e di forza. Terzo, una missione strategica: l’obiettivo di essere un ponte tra le due sponde dell’Atlantico e di preservare l’unità dell’Occidente. Al passare del tempo, tuttavia, è emerso che l’ostilità del presidente Trump verso l’Europa non era alimentata da specifici dissensi quanto da una dottrina geopolitica ben radicata nel movimento Maga. Inoltre, i più duri colpi ai rapporti transatlantici venivano inferti proprio dal presidente Trump, più portato a rispettare leader autoritari che i governanti delle democrazie liberali. Negli ultimi mesi sono cresciute le preoccupazioni per lo stile di governo del presidente Trump. Guardando solo ai fatti, è ormai chiaro che Trump non considera più lo stato di diritto come un vincolo. Egli stesso ha dichiarato il 9 gennaio al New York Times: “Io non sono tenuto a rispettare il diritto internazionale”. Che vi siano decine di milioni di americani che appoggiano questo presidente non può essere invocato come attenuante alla sistematica distruzione dello stato di diritto, in America e nel mondo. Negli Stati Uniti i sondaggi mostrano peraltro un forte declino del tasso di approvazione dell’operato di Trump. Alla luce di questi dati, è difficile vedere una convenienza politica nella fedeltà a oltranza. Dei tre motivi che un anno fa potevano spiegare la vicinanza di Giorgia Meloni a Donald Trump, il secondo e il terzo si sono evaporati. Se questa analisi è corretta, la vicinanza che persiste deve essere legata essenzialmente all’affinità ideologica. Questa sarebbe però una conclusione molto preoccupante per l’Italia. Non dare segno di prendere le distanze dai tratti autoritari di Trump, sempre più evidenti, la metterebbe in difficoltà sul presente e sul futuro. Una vicinanza, con un silenzio acritico, all’autoritarismo di Trump oggi creerebbe allarmi che neppure una secca condanna del fascismo potrebbe attenuare”.






