L’Unione Europea che risposta può dare all’azione imprevedibile e incessante di Trump
Un editoriale di InPiù diretto da Paolo Mazzanti riflette sull’Unione Europea. “Con la sua azione incessante e imprevedibile – si legge -Trump ha sconvolto le relazioni con l’Europa, l’Occidente e l’intero globo. Solo dopo le minacce di dazi per punire chi si opponeva all’annessione della Groenlandia, i paesi UE sembrano aver reagito con energia. Le direzioni intraprese sembrano per ora due: la creazione di zone di libero scambio alternative agli Usa, come il Mercosur, il Canada, l’India e in prospettiva anche la Cina e l’Africa. Il completamento del mercato unico interno; troppi sono ancora i vincoli legislativi e fiscali (l’Iva) che impediscono a imprese industriali e commerciali di operare nell’Unione come se fosse un vero mercato omogeneo. Per non parlare dei servizi, per i quali i vincoli sono ancora più stringenti talché l’accesso al mercato europeo ne risulta di fatto impedito.
Il rapporto Letta costituisce un’utile traccia per guidare l’azione della governance europea. Ci sono altre tre direzioni verso le quali la Commissione dovrebbe impegnarsi celermente: la prima è quella dell’integrazione delle reti infrastrutturali (traporti, energia e dati) per completare o rafforzare le dorsali che dovrebbero collegare tutti i paesi membri. La seconda è quella della ricerca, soprattutto nei settori dell’elettrificazione e dell’intelligenza artificiale; si tratta di dare almeno parziale attuazione al rapporto Draghi (nella foto). La terza è la più complessa da attuare; garantire una politica estera e una difesa della UE; almeno queste due funzioni, oggi più vitali che mai, potrebbero essere gestite come se fossimo una federazione. I partiti nazionalisti dovranno scegliere se mantenere l’inefficienza e l’irrilevanza attuali o rinunciare a qualche (inutile e inutilizzabile) potere nazionale per far avere alla Ue il peso politico e militare che merita.






