Luca Zaia: “Devo tutto a Umberto Bossi”
“Gli devo tutto, tutto…”. Luca Zaia (nella foto), intervistato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, parla di Umberto Bossi, morto giovedì sera a 84 anni. Ha la voce rotta: «Sono quello che sono perché c’è stato lui. Mi ha fatto capire». Il già governatore veneto parla di «fulmine a ciel sereno, non sapevo che stesse così male». Quando lo aveva sentito per l’ultima volta? «Direi in dicembre, per Natale. Mi aveva chiamato lui, avevamo parlato del risultato in Veneto. Pur avendo alcune difficoltà a parlare era ancora lucido in modo che quasi mi imbarazzava, aveva una visione globale, geopolitica che non smetteva mai di stupirmi. Parlava della destabilizzazione del mondo con una consapevolezza che io non sentivo in nessun altro». Molti si chiedono da dove prendesse quella consapevolezza… «Beh, bisogna però dargli la sua parte, cosa che non sento fare spesso: lui non ha scritto una pagina di storia, ma volumi di storia. Anche chi non se ne rende conto, vive in un’Italia diversa da quella del passato grazie a lui. Questo Paese oggi è figlio della sua visione». La sua forza era il carisma? «Mah, il carisma era sbalorditivo, nessuno glielo può togliere. Ma il punto è che era un visionario. Era facile deriderlo, all’inizio lo facevano in tanti, tutti… Ma c’era un Paese diviso, certamente nella percezione: da una parte quello che viveva di politica, di tangenti, di corruzione e di amici degli amici. Dall’altra, c’era il Paese reale».





