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Lo sciacallaggio di Charlie Hebdo, insulta le vittime di Crans-Montana

di Ariel Piccini Warschauer.

Non c’è limite al peggio, e soprattutto non c’è rispetto per il dolore. Mentre la Svizzera indaga per fare luce sulle omissioni e le responsabilità che hanno spezzato 40 giovani vite nel rogo del bar Le Constellation a Crans-Montana — tra cui sei nostri connazionali — Charlie Hebdo decide di tornare a colpire nel modo più squallido e brutale possibile. La rivista satirica francese, già tristemente nota per aver banchettato sulle tragedie italiane, è finita nuovamente al centro di una bufera internazionale, questa volta per una vignetta che definire di “cattivo gusto” sarebbe un eufemismo.

L’insulto mascherato da parodia

L’ultima “opera” del fumettista Salch ritrae due figure deformate che sciano, accompagnate da un titolo che è un pugno nello stomaco per le famiglie delle vittime: “Les brûlés font du ski” (Gli ustionati sciano).

Il riferimento è a un classico della commedia francese del 1979, Les Bronzés font du ski (Gli abbronzati sciano), ma il gioco di parole scelto da Charlie Hebdo trasforma una tragedia umana senza precedenti nella “commedia dell’anno”. Un accostamento macabro che calpesta la memoria di ragazzi che cercavano solo una serata di festa e invece, hanno trovato una morte atroce tra le fiamme.

La rabbia della rete: “Oltre ogni limite”

La reazione sui social è stata immediata e violentissima. Migliaia di commenti hanno inondato i profili della rivista su X e Instagram. «C’è un limite che separa la satira dall’insulto al dolore, e oggi quel limite è stato calpestato», scrive un utente, sintetizzando il pensiero di chi non accetta che la libertà d’espressione diventi una licenza di sciacallaggio. Ma dalla redazione parigina, come da copione, regna il silenzio editoriale: una strategia ormai consolidata per alimentare la provocazione senza mai assumersene la responsabilità morale.

Il precedente: dal “Sisma alle lasagne” a Rigopiano

Non è la prima volta che il settimanale francese sceglie di speculare sul sangue. Gli italiani ricordano bene l’infamia post-terremoto di Amatrice, quando Charlie Hebdo paragonò i morti schiacciati dalle macerie a degli strati di lasagne nella vignetta “Sisma all’italiana”.

Poco dopo, la stessa sorte toccò alle vittime dell’Hotel Rigopiano: in quell’occasione la morte veniva ritratta sugli sci con due falci al posto delle racchette, accompagnata dalla scritta: «Italia: la neve è arrivata. Non ce ne sarà per tutti». Un cinismo che oggi si ripete contro la Svizzera, confermando come per certa stampa francese la sofferenza altrui sia solo un espediente per vendere qualche copia in più, nascondendosi dietro lo scudo ormai logoro della satira. Una satira che definire penosa è poco. 

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