Lo “sceicco delle spie” e i 500 milioni a Trump
Ariel Piccini Warschauer.
Un’inchiesta bomba del Wall Street Journal squarcia il velo sugli affari privati della famiglia Trump, rivelando un intreccio di petrodollari, criptovalute e tecnologia militare che mette i brividi pensando alle ripercussioni sulla sicurezza nazionale americana. Al centro dello scandalo c’è lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, l’uomo più potente degli Emirati Arabi Uniti, noto come lo “Sceicco delle Spie”.
L’affare nell’ombra
Mentre Donald Trump si preparava al giuramento per il suo secondo mandato, nel gennaio 2025, i suoi figli chiudevano l’affare della vita. Attraverso la società veicolo Aryam, lo sceicco Tahnoon ha rilevato il 49% di World Liberty Financial, la piattaforma crypto della famiglia Trump.
Il prezzo? 500 milioni di dollari. Di questi, ben 187 milioni sarebbero finiti direttamente nelle tasche della Trump Organization come “commissioni di licenza” e pagamenti immediati. Un’operazione che, di fatto, rende un governo straniero socio in affari del Presidente degli Stati Uniti.
Il “baratto”: Crypto in cambio di Chip
Ma perché Abu Dhabi ha versato una cifra simile per una startup di criptovalute dal valore incerto? La risposta, secondo il WSJ, non sta nei Bitcoin, ma nel silicio.
Pochi mesi dopo l’assegno milionario a Eric Trump, l’amministrazione USA ha rimosso i veti sull’esportazione di chip IA di ultima generazione (i potentissimi Nvidia) verso gli Emirati. Si tratta di tecnologie che il Pentagono protegge gelosamente per evitare che finiscano nelle mani della Cina. Coincidenza? Difficile crederlo, visto che lo sceicco Tahnoon è anche il presidente di G42, il colosso dell’intelligenza artificiale emiratino che ora siede nel board della società di Trump.
Conflitto d’interessi totale
Il quadro descritto dall’inchiesta è un manuale del conflitto d’interessi: L’accordo è stato gestito in prima persona da Steve Witkoff, nominato da Trump inviato speciale per il Medio Oriente. In pratica, l’uomo che dovrebbe curare gli interessi diplomatici USA faceva da ponte per gli affari privati del suo capo. E guarda caso, il contratto è stato firmato appena quattro giorni prima dell’Inauguration Day. Eric Trump, che ufficialmente gestisce l’impero di famiglia per evitare conflitti, è anche il primo firmatario dell’accordo con lo sceicco che guida i servizi segreti di Abu Dhabi.
La sicurezza nazionale in vendita
Se durante il primo mandato le polemiche riguardavano le stanze d’albergo affittate dalle delegazioni straniere al Trump International Hotel, qui il livello si alza drasticamente. Gli Emirati non hanno comprato solo influenza, ma l’accesso alla tecnologia che definirà la supremazia militare del futuro.
Dalla Casa Bianca e dalla Trump Organization, per ora, tutto tace. Ma l’opposizione democratica è già sul piede di guerra: il sospetto è che la politica estera americana sia stata messa in vendita, con lo “Sceicco delle Spie” nel ruolo di miglior offerente.





