L’Italia perde ogni anno 34.700 giovani, caso unico in Europa
Il sito Ripartelitalia analizza un fenomeno di cui si parla da tempo ma senza trovare soluzione. L’Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno e 1,66 miliardi di PIL a causa dell’emigrazione.
È un caso unico in Europa. È quanto emerge dall’analisi comparativa realizzata dall’Eurispes su 22 paesi europei, che rivela una particolare configurazione strutturale: l’Italia forma da sola un cluster, con un mercato del lavoro giovanile peggiore dei paesi dell’Est Europa e un conto demografico destinato a salire fino a 1,13 milioni di persone mancanti entro il 2050.
L’Italia non è semplicemente un paese che soffre di emigrazione giovanile: è un caso anomalo in Europa.
La ricerca quantitativa, costruita su 16 indicatori armonizzati nel periodo 2016-2023, evidenzia che l’Italia offre ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia.
L’occupazione dei neolaureati tocca il 58,9%, contro l’80%abbondante dei paesi in convergenza.
Il reddito mediano reale, invece di crescere, si contrae: indice 97contro 132 dei paesi emergenti dell’Est.
Si tratta di un segnale di impoverimento strutturale delle famiglie che non ha equivalenti nel campione considerato.
L’Italia appare dunque come un paese con PIL da economia avanzata e condizioni per i giovani da periferia europea.
Questa non è un paradosso temporaneo, ma una condizione strutturale.
L’analisi parte dal saldo migratorio netto dei cittadini italiani nella fascia 20-39 anni nel periodo 2019-2023: 294.606 uscite verso l’estero e 120.884 rientri, con un saldo netto di -173.722 giovani.
A questi flussi vengono applicati tre parametri: tasso di occupazione (62-66%), PIL per occupato e aliquota media sul lavoro (30%).
I risultati indicano circa 111.000 occupati mancanti (22.000 lavoratori l’anno) e una perdita di PIL per 8,28 miliardi di euro totali, con una media annua di 1,66 miliardi.
L’impatto sul PIL in termini relativi oscilla tra lo 0,05% e lo 0,11%, con un mancato gettito fiscale e contributivo di 945 milioni di euro totali (189 milioni l’anno).





