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L’Europa alza il muro contro la guerra e a Milano la diplomazia sposa lo spirito olimpico

Ariel Piccini Warschauer.

Mentre i rintocchi della storia si avvicinano al quarto, tragico anniversario dell’invasione russa in Ucraina, l’Europa e l’Italia rispondono su due binari paralleli: quello della fermezza economica e quello del dialogo transatlantico, quest’ultimo simbolicamente protetto dallo spirito di fratellanza dei Giochi Olimpici.

La morsa di Bruxelles: il 20° pacchetto di sanzioni

La Commissione Europea ha dato il via libera alla proposta per il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Non è solo un atto burocratico, ma una scelta politica ed etica. «Il Cremlino sta raddoppiando i crimini di guerra, colpendo deliberatamente civili e infrastrutture per lasciare intere comunità al gelo», ha dichiarato con durezza la presidente Ursula von der Leyen.

Le nuove misure puntano a prosciugare i canali di finanziamento del conflitto attraverso tre pilastri: Un divieto totale di servizi marittimi per il greggio russo, in coordinamento con il G7, e una stretta decisa sulla “flotta ombra” (oltre 640 navi monitorate). Sanzioni a 20 banche regionali e misure contro le piattaforme di trading di criptovalute per chiudere ogni via di elusione. Divieti all’export di macchinari ad alta tecnologia e restrizioni sui minerali essenziali, per colpire la capacità produttiva bellica.

«La Russia si siederà al tavolo con intenzioni genuine solo se spinta a farlo», ha ribadito von der Leyen, attesa a Kiev il 24 febbraio per onorare le vittime insieme al presidente del Consiglio UE, Antonio Costa.

L’asse Roma-Washington sotto i cinque cerchi

Mentre Bruxelles stringe le maglie dell’economia, Milano diventa l’ombelico della diplomazia internazionale. In occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali, la Presidente del ConsiglioGiorgia Meloni ha accolto in Prefettura la delegazione statunitense guidata dal Vicepresidente J.D. Vance e dal Segretario di Stato Marco Rubio.

Un colloquio di oltre due ore che ha confermato la solidità di un rapporto strategico non solo politico, ma di civiltà. «Le Olimpiadi raccontano un sistema di valori che tengono insieme l’Occidente e che sono alla base della nostra amicizia», ha spiegato Meloni. Vance, dal canto suo, ha lodato l’accoglienza e l’organizzazione italiana: «Avete fatto un lavoro eccezionale. Nello spirito olimpico, la competizione è basata sulle regole e su valori condivisi».

Orizzonti di pace

Oltre alle celebrazioni, il tavolo bilaterale ha affrontato i nodi più caldi della geopolitica: dalla sicurezza energetica alle crisi in Iran e Venezuela. Un impegno per la stabilità ribadito anche nell’incontro con il Presidente polacco Karol Nawrocki, focalizzato sulla cooperazione industriale e sul sostegno comune a un percorso che porti, finalmente, a una pace giusta e duratura per l’Ucraina.

La giornata si è conclusa con il ricevimento a Palazzo Reale offerto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (nella foto). In un mondo frammentato dai conflitti, l’immagine dei leader riuniti sotto il segno della tregua olimpica resta il segnale più forte: la politica, se vuole essere servizio, non può rinunciare alla ricerca della concordia tra i popoli.

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La libertà, nel mese di febbraio i

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