Le convergenze parallele, la strana coppia Meloni-Fedez
“Convergenze parallele. Si erano detestati ma, alla fine, le loro traiettorie si sono incrociate: la strana coppia tra la presidente del Consiglio e il rapper-showman che l’ha ospitata nel suo podcast – commenta Massimiliano Panarari su La Stampa -. C’era una volta Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, presentatosi come voce della sinistra dirittista e vittima di censure. Oggi riappare come reggimicrofono di Giorgia Meloni, non gratuitamente ma per interesse reciproco. Nel suo caso, restare al centro dell’attenzione: «bene o male, purché se ne parli». La premier, alle prese con i sondaggi, ha trovato un palco per rivolgersi a un pubblico giovane, poco incline al voto. È la legge della politica pop: cercare consenso dove c’è già pubblico, nei media e nello show business. Nulla di sorprendente: gli stessi spazi avevano già ospitato altri protagonisti del dibattito. Meloni conferma inoltre una strategia comunicativa ispirata alla destra neopopulista americana, che punta su canali alternativi e disintermediazione. Dai commentatori radio ai podcaster, figure capaci di costruire consenso fuori dai circuiti tradizionali. Fin qui è politica, discutibile ma legittima. Tuttavia resta un equivoco di fondo: la premier “law and order”, legata ai valori tradizionali, difficilmente può affiancarsi a chi incarna disordine e trasgressione. La promotrice del decreto sicurezza accanto al rapper delle provocazioni, delle risse e dell’ostentazione della violenza. «Io sono Giorgia…». Lui è Federico Leonardo Lucia: non un simbolo di disciplina, ma di eccesso e sfida alle regole. Perché a tutto dovrebbe esserci un limite, perfino all’incoerenza politica”.





