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L’Associazione nazionale dei valutatori immobiliari denuncia la violazione dell’equo compenso

L’Associazione Nazionale Valutatori Immobiliari (ANVI), voce dei liberi professionisti che operano sul territorio nazionale per i principali player della valutazione, lancia un forte grido d’allarme sulle condizioni operative della categoria.
Secondo ANVI, la professione sta vivendo un progressivo e insostenibile peggioramento delle condizioni economiche e normative, in aperta controtendenza con i principi della Legge sull’Equo Compenso (Legge 49/2023).
La sproporzione: al tecnico solo il 18% di quanto pagato dall’utente. L’Associazione evidenzia una discrepanza macroscopica tra i costi sostenuti dai cittadini e i compensi erogati ai professionisti.
“A fronte di un costo di circa 350 euro corrisposto alla banca da chi richiede un mutuo, al professionista viene riconosciuto un compenso medio di circa 65 euro, cifra che deve coprire anche IVA e spese vive come trasporti e carburante,” denuncia ANVI.
Il risultato è un netto per il tecnico sensibilmente inferiore, che rende l’attività professionalmente e dignitosamente insostenibile.
Le c
L’Associazione rileva come, negli ultimi anni, alla riduzione dei compensi sia corrisposto un aumento esponenziale delle responsabilità:
• Complessità tecnica: Procedure documentali sempre più gravose e allungamento dei tempi di redazione.
• Tempistiche ridotte: Scadenze di consegna estremamente ristrette che mettono a rischio la qualità della valutazione.
• Vincoli di esclusiva: Limitazioni alla libertà professionale imposte da alcune società di valutazione.• Mancanza di parametri: Applicazione di compensi uniformi che non tengono conto della dimensione, della complessità dell’immobile o della distanza chilometrica.
La violazione dei parametri ministeriali
ANVI sottolinea che tali compensi non risultano allineati ai parametri del Decreto del Ministero della Giustizia n. 140/2012, richiamato dalle stesse Linee Guida ABI 2024. L’Associazione contesta inoltre la stipula di contratti non condivisi con i Consigli Nazionali degli Ordini professionali, nonostante gli impegni assunti nei tavoli tecnici con ASSOVIB.
Appello ai Ministeri e alle Istituzioni.
L’Associazione chiede ufficialmente l’avvio di un confronto istituzionale e un incontro urgente con: 
1. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 
2. Il Ministero della Giustizia (presso cui è istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso).
L’obiettivo è garantire una piena e coerente applicazione della Legge 49/2023 e permettere ad ANVI di partecipare ai tavoli tecnici di ASSOVIB e ABI. La richiesta è chiara: definire un modello contrattuale equilibrato che riconosca la dignità, la professionalità e le responsabilità del valutatore immobiliare.

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