L’archivio del peccato, i file Epstein scuotono l’America
Ariel Piccini Warschauer.
C’è un’immagine che, più di mille deposizioni giurate, sembra riassumere l’era dell’impunità: Bill Clinton, l’ex uomo più potente del mondo, rilassato in una vasca idromassaggio. Accanto a lui, una figura il cui volto è stato cancellato dal pennarello nero degli omissis federali. È solo uno dei frammenti – forse il più iconico e imbarazzante – della valanga di documenti (tre milioni di file, 2.000 video) che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha iniziato a riversare nel dominio pubblico.
Il “tesoro” di Jeffrey Epstein, il finanziere morto ufficialmente suicida nel 2019, non è più un segreto custodito nelle casseforti dell’FBI. È diventato un’arma politica, un puzzle di depravazione e potere che sta travolgendo le cancellerie e i board delle grandi corporation.
Il fango sui leader: Clinton, Trump e il “metodo” Maxwell
L’inchiesta odierna non è solo cronaca giudiziaria, è una galleria degli orrori della upper class. Le foto mostrano Clinton non solo nella jacuzzi, ma anche mentre nuota con Ghislaine Maxwell, la complice di Epstein ora in carcere. Il suo portavoce parla di “scatti estrapolati per creare capri espiatori”, ma la pressione è tale che l’ex Presidente e la moglie Hillary sono stati chiamati a deporre davanti al Congresso.
Dall’altra parte della barricata, Donald Trump non dorme sonni tranquilli. Il suo nome compare in almeno 3.200 documenti. Il Tycoon si difende – “Tutti conoscevano quell’uomo a Palm Beach” – ma i file suggeriscono che i contatti tra i due siano proseguiti ben oltre quanto ammesso in precedenza, arrivando fino al 2018.
Il crollo dei potenti: l’arresto di Andrea e la fuga di Gates
Se in America il dibattito è politico, nel Regno Unito è istituzionale. Le ultime mail pubblicate hanno portato all’arresto dell’ex principe Andrea con l’accusa di abuso d’ufficio: avrebbe passato informazioni governative riservate a Epstein mentre agiva come inviato speciale per il commercio. “Nessuno è al di sopra della legge”, ha commentato il premier Keir Starmer, mentre Re Carlo si è limitato a un laconico comunicato di “estrema preoccupazione”.
Le immagini che lo inchiodano
Tra i 3 milioni di documenti pubblicati, sono emerse foto che i media britannici definiscono “devastanti”.
La foto del pavimento
Uno scatto ritrae Andrea in ginocchio su un tappeto accanto a una giovane donna non identificata, in una posa che gli investigatori stanno cercando di contestualizzare.
Le mail del “Duke”
Scambi di messaggi datati 2010 tra Jeffrey Epstein e un account denominato “The Duke” confermano appuntamenti per cene con giovani donne russe, avvenuti anni dopo che Epstein era già stato condannato per reati sessuali.
Anche il mondo della tecnologia trema. Bill Gates, travolto dalle nuove rivelazioni sulla sua frequentazione con il finanziere, ha annullato all’ultimo minuto un importante discorso sull’IA in India. Il velo di filantropia che lo proteggeva sembra essersi squarciato definitivamente.
Una trasparenza a metà
Resta però il giallo della gestione di questi file. I democratici accusano la ministra della Giustizia, Pam Bondi, di aver rimosso selettivamente foto imbarazzanti per Trump, mentre i repubblicani gridano all’insabbiamento del “Deep State” per proteggere i Clinton.
In questo oceano di pixel e carta, a perdere sono ancora una volta le vittime: 1.200 giovani donne i cui nomi restano in gran parte coperti, testimoni silenziose di una rete che ha usato il mondo intero come il proprio giardino privato delle delizie proibite.





