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La sicurezza, le norme nei luoghi di svago e nelle scuole

Carlo Valentini su Italia Oggi osserva come “cercare di commentare quanto succede è a volte un esercizio sconfortante. Accade una tragedia e ci si trova a risegnalare le cause, arcinote, già da tempo sviscerate senza che nessuno si sia preso la briga di intervenire. Quanto è drammaticamente successo a Crans Montana riguarda la sicurezza nei luoghi di svago. Tante volte è stato messo l’accento su comportamenti a rischio: dall’uso degli spray urticanti (anche per commettere rapine, come avvenne in piazza San Carlo, a Torino, durante la trasmissione di Juventus-Real Madrid, con due morti e decine di feriti) al sovraffollamento delle discoteche (alla Lanterna Azzurra, a Corinaldo, provincia di Ancona morirono sei persone). Dopo la tragedia, in Svizzera, si srotola il lungo elenco degli avvertimenti e degli ammonimenti: laddove ci sono affollamenti e raduni vanno previste vie di fuga agibili, oltre a periodiche verifiche. Ma ci si dimentica di tutto questo quando l’eco della tragedia svanisce. Anche l’omicidio in una scuola di La Spezia segue questo rituale. Spesso si è invocato di mettere la scuola al primo posto tra le priorità della politica senza registrare alcun riscontro. Non si tratta di gettare il crucifige contro l’Istituto Einaudi-Chiodo per quanto è accaduto. Quel drammatico delitto poteva verificarsi in qualsiasi altro luogo. Però è indubbio che il disagio giovanile non viene intercettato a dovere da una scuola dai mille problemi: la vetustà di molti edifici, la formazione professionale non sempre adeguata dei docenti e la loro remunerazione insufficiente, gli orari scolastici inelastici e rapportati alle sole lezioni, le difficoltà nel formulare i giudizi e nel rapporto coi genitori (per colpa anche di questi ultimi), il recente accorpamento delle classi, un provvedimento troppo generalizzato e calato dall’alto che può rendere più difficile il compito degli insegnanti. Sbandierare, ancora una volta, la promulgazione di norme repressive rischia di cancellare le necessità della scuola e del suo compito educativo. Fino a quando continueremo a dovere scrivere di violenza giovanile e di mancanza di uscite di sicurezza?”.

La sicurezza, le norme nei luoghi di svago e nelle scuole

Arezzo e Siena per la prima volta

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