La scissione del generale, che cosa c’è dietro
Stefano Folli su La Repubblica scrive sulla cosiddetta scissione vannacciana. “Ora – commenta – tutti hanno compreso quale fosse il vero obiettivo del generale Vannacci. Provocare un certo tremolio ai capi del centrodestra, in particolare Matteo Salvini, così da indurli a trattare qualche posto in Parlamento per la lista “X Mas”. Il che vuol dire sbattere la porta con una mini-scissione, godere del suo rimbalzo mediatico, ma poi rientrare nella maggioranza e restarvi in cambio di qualche seggio e di una maggiore visibilità realizzata grazie al nuovo partito, per quanto minimo. Ma i sogni di gloria? I proclami contro una destra priva di vigore, incapace di mostrarsi fedele alle promesse della campagna elettorale? Era solo materiale per dichiarazioni televisive, slogan a uso dei talk show. Questa almeno è la conclusione che si ricava dal voto di fiducia espresso ieri sera alla Camera dai tre parlamentari vannacciani. Mentre il centrosinistra resta su posizioni ostili, se si guarda in particolare al M5S e al gruppo Verdi/Sinistra. In particolare i 5S rivendicano la loro coerenza della prima ora rispetto alla linea anti-Zelensky e non hanno voglia di facilitare le manovre degli amici del generale. In poche parole – osserva Folli – Vannacci ha pagato un prezzo nella sua giornata d’esordio: ha avuto paura di uscire in mare aperto. Certo, ha espresso voto contrario al provvedimento, ma per lui il nodo politico era il “sì” alla fiducia. Approvandola, Futuro Nazionale spera di restare agganciato al centrodestra e di partecipare da co-protagonista alle prossime scadenze, vale a dire la messa a punto delle liste elettorali. Per il mini-partito sarebbe una vittoria, per Salvini e per la stessa Meloni si tratterebbe di una sconfitta. Essere costretti a negoziare con il generale invece di lasciarlo da solo a contare i suoi voti, probabilmente assai pochi. Si poteva immaginare che si volessero chiudere tutte le porte al militare estremista, in attesa di sconfiggerlo nel dibattito politico e di mandare la sua lista al fallimento. Invece i tre voti di Vannacci sono stati accettati e soprattutto nessuno ha negato che ci possa essere uno spazio per Futuro Nazionale nella futura coalizione di destra. Chissà cosa ne pensa Salvini, il maggior candidato a perdere qualche penna per far posto allo scissionista che se ne sta con un piede fuori e uno dentro”.





