La ricetta del vescovo per reindustrializzare la Toscana
Che cosa si può fare per reindustrializzare la Toscana, ferita dalla crisi della moda, dell’acciaio, dell’automotive e non solo? Chiamati a raccolta dall’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli nella sua “casa” in piazza Duomo, economisti, docenti universitari e politici hanno provato a delineare le azioni possibili per arginare la contrazione di ricchezza e di posti di lavoro qualificati che si è accentuata negli ultimi tre anni, di pari passo con la crescita del terziario “povero”. Ne parla T24. E’ la prima volta che la diocesi di Firenze affronta temi di questo genere, stimolata dal ‘Manifesto per la reindustrializzazione della Toscana’ pubblicato dagli economisti Marco Buti, Stefano Casini Benvenuti e Alessandro Petretto nel settembre scorso, prima delle elezioni regionali, e preoccupata dalla difficoltà delle aziende e dei lavoratori. “Vogliamo offrire una bussola per il discernimento – ha detto l’arcivescovo Gambelli – la dottrina sociale della Chiesa promuove il bene comune e la dignità della persona, e noi auspichiamo che da questo dibattito esca un percorso di innovazione e di sviluppo”.


