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La presidente del consiglio tra Nato in Groenlandia, villa romana e spionaggi

Disinnescare la crisi della Groenlandia facendo intervenire la Nato (e anche l’Italia sta elaborando una propria “strategia per l’Artico”); no a soldati italiani in Ucraina, sì a Gaza. Ma con la Russia l’Europa deve ricominciare a dialogare magari attraverso un inviato speciale. Lo scrive il direttore Paolo Mazzanti su InPiù. “Quando non sono d’accordo con Trump glielo dico e sono preoccupata per l’indebolimento delle regole internazionali”. Piu’ pragmatismo sul Green Deal europeo anche per risollevare l’automotive. Sulla politica interna, priorità alla sicurezza, alla crescita (anche della produttivita’) e alla casa, con un prossimo Piano che prevede la realizzazione di centomila nuovi alloggi sociali in 10 anni.
 
Continua Mazzanti: “Probabile referendum sulla giustizia il 22-23 marzo. E nuove critiche ai magistrati anche per la loro propaganda contro il referendum. La nuova legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza cui sta lavorando il Parlamento, per garantire che chi prende più voti possa governare per 5 anni, dovrebbe essere un interesse anche dell’opposizione. Sono questi i principali “messaggi” della premier Meloni nella conferenza stampa d’inizio anno. Piu’ uno sfogo per le inchieste del Domani sull’accatastamento della sua villa romana, inchiesta giudicata farlocca, sia per il presunto spionaggio contro il suo capo di gabinetto Caputi (frutto di informazioni riservate) su cui sta indagando la magistratura. Tre ore di conferenza stampa intense e interessanti. Peccato capiti solo una volta l’anno”. E non è valido il detto “poche conferenze ma buone”.

La presidente del consiglio tra Nato in Groenlandia, villa romana e spionaggi

Meloni dice di non poter mettere bocca

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