La Notte di San Bartolomeo, ad Arezzo per non dimenticare e trarre un insegnamento
Stefano Bisi.
La sua vita è un’avventura. Ho provato a raccontarla nel libro “Le dittature serrano i cuori” edito da Betti e giunto alla seconda edizione. E’ la storia Giovanni Becciolini, trucidato a Firenze, in via dell’Ariento (nella foto), il 3 ottobre del 1925 nella “Notte di San Bartolomeo”. Scrivendo della vicenda umana di questo massone, antifascista e repubblicano, ho scoperto le storie della moglie Vincenza Di Mauro e del figlio Bruno. Le loro vite sono un romanzo, “il Romanzo dei Becciolini”. Il 2025 è stato l’anno del centenario della morte e a Firenze la Notte dell’Apocalisse è stata celebrata in Palazzo Vecchio. Poteva essere fatto molto di più per ricordare quella tragica notte in cui vennero colpiti a morte anche Gustavo Console, avvocato, socialista, massone, l’ex deputato del Psi Gaetano Pilati e quattro operai di cui non si conoscono neppure i nomi. Di questa vicenda se ne parlerà ad Arezzo venerdì 27 febbraio alle 17.30 nella sede della Fraternita dei Laici in piazza Grande, grazie all’iniziativa promossa da Acli. Sarà un’occasione per rinnovare il ricordo e trarre un insegnamento da chi ha dato la vita per la nostra libertà.





