La morte di Domenico trasformata in un derby della sanità Nord-Sud
Gabriella Farina, la cardiochirurga del Monaldi di Napoli che ha eseguito l’espianto del cuore a Bolzano, passa al contrattacco. Attraverso i suoi legali Dario Gagliano e Anna Ziccardi, punta il dito contro il personale dell’ospedale altoatesino. Come riporta Repubblica, nella nota difensiva si legge che «appare singolare che non venga minimamente presa in considerazione la posizione del personale di sala che, a fronte di una richiesta di ghiaccio da utilizzare per il trasporto dell’organo espiantato, avrebbe fornito un prodotto totalmente diverso, ovvero anidride carbonica allo stato solido, indistinguibile a occhio nudo dal ghiaccio comune, ignorandone gli effetti ustionanti». Farina è indagata insieme ad altri sei medici per la morte del piccolo Domenico, due anni, avvenuta il 21 febbraio al Monaldi dopo settimane di agonia.
I legali di Farina respingono la ricostruzione emersa finora, secondo cui l’équipe napoletana avrebbe operato in modo disorganizzato. «La rappresentazione dell’équipe napoletana come sprovveduta e impreparata appare ingenerosa, specie se contrapposta alla presunta efficienza dei medici austriaci e del personale dell’ospedale di Bolzano», scrivono nella nota, invitando a sottrarre «il dibattito pubblico a logiche territoriali o a stereotipi che nulla hanno a che vedere con la valutazione delle condotte professionali». Secondo la difesa, gli stessi medici dell’équipe di Innsbruck avrebbero confermato che, «salvo incomprensioni nella fase iniziale, l’espianto si è svolto in un clima tranquillo nel rispetto dei protocolli».


