La manata di Trump: Macron gli scrive “Amico mio”, lui lo spoilera su Truth
di Ariel Piccini Warschauer.
Alla faccia della diplomazia felpata e dei protocolli di Stato. Donald Trump ha preso il galateo internazionale, lo ha appallottolato e lo ha gettato nel cestino, tutto con un clic sul suo social network, Truth. Il destinatario dello schiaffo digitale? Emmanuel Macron. Il contenuto? Un messaggio privato, di quelli che dovrebbero restare chiusi nelle stanze dorate dell’Eliseo o della Casa Bianca, e che invece ora è in pasto al mondo intero.
“Amico mio”, ma non troppo
“Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran”. Comincia così il testo che il Presidente Macron ha inviato a “The Don”. Un tono confidenziale, quasi supplichevole, che però scivola subito in un’incredula nota di rimprovero: “Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”. Già, perché il pallino di Trump per l’isola artica non è solo un’eccentricità da miliardario, ma un dossier geopolitico che sta facendo tremare le cancellerie europee.
Ma il pezzo forte arriva dopo. Macron, nel tentativo di riprendersi il centro della scena mondiale, offre a Trump un palcoscenico regale: un vertice del G7 a Parigi per questo giovedì, con tanto di ucraini, siriani e — colpo di scena — russi invitati a margine. “Ceniamo insieme a Parigi”, propone infine il leader francese, sperando forse che davanti a un buon bicchiere di Champagne (magari non ancora colpito dai dazi americani) si possa trovare la quadra.
L’Eliseo mastica amaro
Dall’Eliseo trapela un mix di imbarazzo e maldestro tentativo di “salvare la faccia”. I collaboratori di Macron si sono affrettati a confermare l’autenticità del messaggio, sostenendo che questo dimostrerebbe come il Presidente difenda “la stessa linea sia in pubblico che in privato”. Sarà. Ma veder spiattellati i propri SMS come in una rissa da reality show non è esattamente il massimo per chi aspira a essere il leader d’Europa.
La replica francese cerca di buttarla sui principi: la sovranità della Groenlandia “non è negoziabile”, dicono da Parigi. Eppure, il messaggio tradisce una certa ansia da prestazione: il timore che Trump possa davvero stravolgere gli equilibri mondiali senza chiedere il permesso a nessuno, men che meno a Parigi.
Dazi e Champagne
Sullo sfondo, però, c’è la minaccia vera, quella che fa male al portafoglio: i dazi. Trump ha già avvertito che se la Francia non righerà dritto, i vini e lo champagne francesi saranno colpiti da una scure del 200%. Pubblicare il messaggio di Macron è il modo di Trump per ricordare chi ha il coltello dalla parte del manico: “Lui mi invita a cena, io decido se fargli pagare il conto”.
Macron voleva essere il regista della pace; per ora, è solo il protagonista di un post su Truth.





