La libertà, nel mese di febbraio i fatti impressi nella storia
Roberto Pizzi.
Il mese di Febbraio in corso ci ricorda che nel passato, proprio in questo periodo, si svolsero eventi rimasti impressi nella Storia: la data della nascita delle Repubblica Romana di Mazzini, Saffi, Armellini; l’uccisione di Lando Conti (nella foto), i Patti Lateranensi, la data del rogo di Giordano Bruno.
Cominciamo a ricordarle, ritenendole ancora utili per il risanamento ecologico del pensiero, partendo dal 9 febbraio 1849 , ossia dalla data della nascita della breve, ma gloriosa Repubblica Romana, che anche se solo per 5 mesi, riuscì a estromettere il Papa dai suoi poteri temporali, e ad approvare quella asciutta costituzione che fu un capolavoro e che gettò le basi giuridiche della nostra democrazia.
Il ricordo di tale data ci induce anche a sottolineare, purtroppo e con rammarico la attuale debolezza sia del pensiero laico che di quello cattolico che è sempre stato ostile al primo, ma se in buona fede, era stato importante elemento dialettico per costruttivi confronti.
Laici e cattolici assomigliano ora a due pugili che si sono combattuti senza riuscire a sconfiggersi, e che entrambi barcollano, storditi e sconfitti da un spirito del tempo che nessuno dei due è riuscito a incanalare. Bisognerebbe invece fare qualcosa per riprendere come emergenza nazionale il tema dell’educazione, e sottoporre a una serrata critica la pseudo cultura di massa, imperante.
In primis, non rinunciando alla memoria del passato.
Rileggo, comunque, queste note ricevute qualche anno fa, che mi sembrano sempre toccanti e degne di essere riportate per il ricordo dell’evento. Il messaggio concludeva dicendo che questa data era l’ Anniversario del momento in cui l’ Italia, da espressione geografica diventava Nazione; del momento in cui il mito Risorgimentale da sogno Ideale diventava Storia.
“Ehi, ma lo sapete cos’è successo il 9 febbraio del 1849 ? È successo che quei pazzi, giovani ed eretici dei Mazziniani (…) s’inventarono la scuola dell’ obbligo, stabilirono che l’insegnamento non avesse costrizioni, e decisero che questa istruzione libera e obbligatoria sarebbe stata tutta a carico dello Stato. E perché? Perché sognavano un popolo colto che si determinasse in base ai doveri e all’ educazione, e non sui diritti e sulle pulsioni, perché sognavano un popolo che sapesse riconoscere e distruggere una fake news e non che la diffondesse all’ osteria.
E poi? E poi è successo che sempre quei pazzi, (…) approvarono il suffragio universale, perché sì, fuggito il papa da Roma e non riconosciuti mai più i titoli nobiliari, senza leader, guru, capipopolo e capitani, nell`oggi di tanti anni fa uno valeva veramente uno.
… E poi decisero che i giudici non fossero più dipendenti da altri poteri dello Stato, e che gli ebrei fossero persone, mai più reietti rinchiusi nel ghetto, perché sì, questi pazzi, giovani ed eretici (…) sognavano in grande e amavano l’individualità dell’uomo, un miglioramento di cittadinanza del singolo su cui poi aggregare la comunità con gruppi mutualistici e cooperativi, non con tessere e navigatori.
Ah, già, molti anni fa è successo che quei pazzi, giovani ed eretici (…) abolissero la pena di morte, perche la vendetta è solo delle bestie, non dell`Uomo.
Insomma, sapete allora cose successo veramente allora? È successo un’esperienza straordinaria che non ha bisogno di revisionismi e non ha bisogno di autocritiche. Perché fu una rivoluzione…… e fu anche un miracolo, ma senza chiesa e senza santi, perche fu laico e aconfessionale.
Ed è per questo che oggi, più che mai, deve essere un grande giorno di vera Festa civile e nazionale. Di luminose certezze di cui non possiamo fare a meno.
Si toccava il punto più alto della nostra Patria, quel 9 febbraio 1849 e Goffredo Mameli scriveva a Mazzini questo entusiasta, sintetico telegramma: Roma Repubblica, Venite!.”





