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Iran, missili verso Cipro e il conflitto in Medio Oriente lambisce l’Europa

Ariel Piccini Warschauer.

Il conflitto in Medio Oriente scavalca i confini regionali e lambisce l’Europa. In un’escalation che si fa ogni ora più imprevedibile, l’Iran ha puntato i propri missili contro Cipro, minacciando direttamente le migliaia di soldati britannici di stanza sull’isola. La conferma è arrivata stamane dal Ministro della Difesa del Regno Unito, John Healey: due vettori sono stati lanciati verso il territorio cipriota, un atto che Londra definisce il segno di un regime ormai “indiscriminato e fuori controllo”.

Il “quasi” errore di Teheran

Secondo quanto appreso da fonti qualificate del Jerusalem Post, non si sarebbe trattato di un errore tecnico o di una traiettoria deviata casualmente. I missili avevano come obiettivo proprio Cipro, ma sono caduti in mare prima di raggiungere la costa. Un “corto” che ha evitato per un soffio la strage nelle aree sovrane del Regno Unito (Sovereign Base Areas) di Akrotiri e Dhekelia, dove operano le British Forces Cyprus.

Healey, parlando ai microfoni della BBC, ha mantenuto una linea di cautela diplomatica, affermando che il Paese potrebbe non essere stato “necessariamente” l’obiettivo intenzionale, ma ha usato parole durissime per descrivere la minaccia: “Questo dimostra come le nostre basi e il nostro personale, sia militare che civile, siano a rischio di fronte a un regime che monta attacchi sempre più diffusi e incontrollabili”.

Terrore in Bahrain

La pioggia di fuoco iraniana non si è limitata al Mediterraneo. Sabato, Teheran ha colpito una base militare statunitense in Bahrain. A pochi passi dall’impatto — appena poche centinaia di metri — si trovavano circa 300 soldati britannici. Secondo i rapporti, l’attacco avrebbe colpito una zona disabitata della base (“Empty Quarter”) e i sistemi di difesa del Bahrain avrebbero intercettato gran parte dei vettori in volo, evitando il peggio.  

L’offensiva “Rappresaglia”

L’attacco a Cipro e al Bahrain si inserisce in una massiccia operazione di rappresaglia iraniana seguita ai raid israeliani (Operazione Roaring Lion) e statunitensi (Operazione Epic Fury). Nelle ultime ore, missili e droni di Teheran hanno violato lo spazio aereo di diversi Paesi della regione, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Oman.

Nonostante la tensione altissima, il governo Starmer cerca di mantenere una distanza di sicurezza dall’azione militare diretta. Healey ha ribadito che la Gran Bretagna “non ha preso parte” agli attacchi contro l’Iran, pur confermando l’obiettivo strategico condiviso con gli alleati: impedire che Teheran ottenga l’arma nucleare. “Spetta agli Stati Uniti stabilire la base legale delle azioni che hanno intrapreso”, ha chiosato il Ministro, lasciando a Washington l’onere della giustificazione giuridica mentre Londra conta i metri che separano i suoi soldati dal disastro.

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