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Inflazione, ecco le città dove i prezzi dei prodotti vanno alle stelle

Interessante report del quotidiano La Nazione sull’inflazione che nel mese di febbraio 2026 torna a salire. Secondo i dati Istat, l’indice dei prezzi al consumo registra un aumento del +0,7% su base mensile e del +1,5% su base annua, in accelerazione rispetto al +1% di gennaio. A trainare i rincari sono soprattutto i servizi: ristoranti e alloggi segnano un +6,1% in un anno, seguiti dai servizi finanziari e assicurativi (+4,2%), dall’assistenza alla persona e servizi vari (+3,8%), dai prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,5%) e da bevande alcoliche e tabacchi (+2,4%). In aumento anche i servizi di istruzione (+1,8%) e gli arredamenti e beni per la casa (+1,7%). In calo invece i prezzi di informazione e comunicazione (-3,1%) e quelli legati a abitazione, acqua, elettricità e gas (-2,2%), una dinamica però destinata a cambiare già dal corrente mese di marzo con le tensioni internazionali legate alla guerra in Iran.

A livello territoriale emergono forti differenze. Secondo l’elaborazione di Unc, l’Unione nazionale consumatori, sui dati Istat, è Milano la città dove il caro vita pesa di più, con una spesa aggiuntiva annua di 1.197 euro per famiglia e un’inflazione del +3,9%, quasi il triplo della media nazionale. Subito dietro Belluno (+4,3%) e Varese (+2,3%).

All’estremo opposto si colloca Pisa, che risulta la città più “virtuosa” d’Italia, con un’inflazione quasi nulla (+0,1%) ed un aumento della spesa limitato a 27 euro annui per una famiglia media.

Guardando alla Toscana, tra le città più colpite dal caro vita spicca Pistoia, che si colloca nella top ten (al sesto posto) della classifica nazionale con un incremento della spesa pari a 568 euro annui per famiglia ed un’inflazione del +2,1%, sopra la media italiana. Situazione sopra la media anche per Grosseto, che con +1,6% ed un aumento di spesa di 433 euro si posiziona 16esima a livell nazionale.

Più contenuti invece gli aumenti nelle altre città toscane. Siena registra un incremento dell’1% (+270 euro), seguita da Lucca con +0,9% (+243 euro). A metà classifica si collocano Firenze e Livorno, entrambe con un’inflazione dello 0,8% ed un aggravio di spesa rispettivamente di 220 e 216 euro annui. Tra le realtà meno colpite c’è anche Massa Carrara, con un aumento dello 0,6% e una spesa aggiuntiva di 162 euro.

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