Il rientro del ministro tra polemiche e protocolli “guscio”
Ariel Piccini Warschauer.
C’è un momento preciso in cui la diplomazia dei palazzi cede il passo alla grammatica del silenzio. Quel momento è scattato nelle prime ore di questa mattina, sulla pista dell’Al Maktoum International, lontano dai bagliori della Burj Khalifa. Mentre Dubai era avvolta in una foschia umida e il traffico aereo civile restava paralizzato dall’escalation militare in Medio Oriente, un volo di Stato accendeva i motori. A bordo, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, di rientro in un’Italia che già lo attendeva con il fucile puntato della polemica politica.
L’Operazione “Oltremare”
Il ritorno del Ministro non è stato un semplice trasferimento, ma una complessa esfiltrazione logistica studiata nei corridoi di Forte Braschi, sede dei nostri servizi di intelligence. L’operazione, nome in codice “Oltremare”, si è resa necessaria dopo che il blocco dei voli civili nel Golfo Persico aveva trasformato un viaggio privato in un rebus geopolitico.
Per garantire la sicurezza del vertice della Difesa italiano in un quadrante ad altissimo rischio, gli specialisti del settimo reparto hanno attivato il cosiddetto Protocollo Guscio con una Bolla Elettronica che prevede Silence radio totale. Nessun segnale GPS, nessun ping ai ripetitori locali per evitare il tracciamento di intelligence ostili (russe, cinesi o iraniane) sempre attive nel crocevia emiratino.
Il coordinamento è stato affidato a operatori del COFS (Comando Operazioni Forze Speciali) in abiti civili, addestrati a muoversi come “fantasmi digitali” fino al decollo.
Il Fronte Interno: Polemiche e Trasparenza
Mentre il volo di Stato toccava il suolo di Ciampino poco prima dell’alba, a Roma il clima era già rovente. Il viaggio a Dubai, avvenuto per motivi personali, ha sollevato dure critiche dalle opposizioni circa l’opportunità della trasferta e i costi del rientro.
Il Ministro ha risposto con fermezza, rivendicando la necessità istituzionale di rientrare d’urgenza per gestire la crisi iraniana. Fonti vicine a Crosetto confermano che il Ministro ha scelto di pagare personalmente il costo del volo ordinario, una mossa volta a spegnere sul nascere le accuse di spreco di denaro pubblico in un momento di estrema tensione internazionale.
L’Audizione a Montecitorio
La “fuga in avanti” e il basso profilo mantenuto durante il volo erano un’illusione ottica necessaria. Il tempo della segretezza è infatti scaduto quando Crosetto, si è presentato al ministero della Difesa.
Ma ora, sotto le luci di Montecitorio, la parola torna alla politica e alla gestione di una crisi che non ammette zone d’ombra o mancanza di comunicazione con gli alleati nel momento in cui scoppiava la crisi più grave degli ultimi anni


