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Il rally di oro e argento è uno degli eventi finanziari dei primi mesi dell’anno

Andrea Battista scrive su InPiù dove possono arrivare oro e argento. “Il rally di oro e argento è certamente uno degli eventi finanziari dell’ultimo anno nonché dell’inizio del 2026 – osserva -.  La brusca correzione di entrambi dell’ultima settimana – circa 10% per l’oro e addirittura il 30% per l’argento – non cambia il quadro di fondo.  L’argento pare a traino dell’oro, la correlazione è sempre stata significativa – dal 2000 in avanti abbastanza stabile attorno allo 0,6% – ed è aumentata nell’ultimo periodo.Ora la domanda di metallo prezioso è così forte che non può che scaricarsi anche sull’oro. L’oro in particolare è da secoli a livello mondiale il bene di riserva (per le banche centrali) e di rifugio (per i privati). Anzi, non è azzardato sostenere che questo sia il vero unico bene rifugio rimasto, dopo che il debito pubblico sia americano che tedesco ormai tutto può essere definito fuorché “safe”, alla luce delle tendenze all’indebitamento crescente e di cui non si intravede alcuno stop nel breve. Mentre il bitcoin – anche per i suoi sostenitori – è ancora troppo immaturo e “piccolo” per poter essere anche solo un lontano sostituto dell’oro e, soprattutto, non è entrato nelle riserve delle banche centrali, né presumibilmente vi entrerà a breve”.
 
“Ovviamente è un tema di credenze diffuse, che per l’oro si sono consolidate attraverso tutta la storia moderna. Non stupisce quindi che in uno scenario così incerto continuino a fioccare rialzi alle previsioni sulle quotazioni dell’oro a 12-18 mesi.  Sono previsioni di rialzo “ufficiali”, per così dire, presenti nei report delle banche di investimento (sull’oro è particolarmente vocale Goldman Sachs). In conversazioni private, v’è chi si espone ancora di più e parla nel medio – lungo periodo di nove o persino diecimila dollari. Se la diversificazione dal dollaro – in cui sono ancora denominati circa il 70% degli asset globali – non è un fenomeno transitorio ma logico e necessario, francamente è difficile vederla diversamente. L’intero processo può anche essere letto come rivincita della scarsità, perché sia l’oro che l’argento sono limitati non da un algoritmo, ma dalle quantità progressivamente estratte.  Certamente è bene che questa nuova corsa all’oro avvenga all’insegna della prudenza da parte degli investitori privati, specie non professionali, caratterizzandosi da un lato per disciplina nel processo di allocazione e dall’altro per limitazione quantitativa.  La marcata volatilità, infatti, continuerà a non mancare” conclude Battista.

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