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Il piano di Aoun per disarmare Hezbollah e salvare il Libano

Ariel Piccini Warschauer.

Joseph Aoun ha deciso di giocare l’ultima carta per sottrarre il Paese dei Cedri al baratro. In un momento in cui il confine meridionale brucia e lo spettro di una “seconda Gaza” aleggia su Beirut, il Presidente libanese rompe gli indugi e lancia una sfida senza precedenti allo “Stato nello Stato”: il disarmo totale di Hezbollah.

L’iniziativa, presentata durante un vertice virtuale con i vertici dell’Unione Europea, non è solo una richiesta di tregua a Israele, ma un vero e proprio atto d’accusa contro il “Partito di Dio”. Aoun è stato categorico: i razzi lanciati contro Israele all’inizio di marzo sono stati una «trappola esplicita» tesa per sacrificare il popolo libanese sull’altare dei calcoli strategici di Teheran. «Vogliono comprare la caduta dello Stato libanese al prezzo di decine di villaggi distrutti», ha denunciato il Presidente, puntando il dito contro la strategia del terrore inaugurato dagli sciiti libanesi e che ha già causato oltre 600.000 sfollati.  

Il piano in quattro punti

Il cuore della proposta di Aoun è tanto ambizioso quanto rischioso. Il Presidente chiede alla comunità internazionale un “sostegno logistico urgente” per le Forze Armate Libanesi (LAF). L’obiettivo? Schierare l’esercito regolare in tutte le zone calde, sequestrare le armi della milizia sciita e smantellare i loro depositi. Solo una volta garantito il monopolio statale della forza, sostiene Aoun, il Libano potrà sedersi a un tavolo di “negoziati diretti” con Israele per stabilire una pace duratura.

Tra speranza e scetticismo

Mentre da Gerusalemme trapela un cauto scetticismo — con il Ministro della Difesa Katz che ricorda i fallimenti passati nel contenere la milizia — la mossa di Aoun segna un punto di non ritorno politico. Il Presidente sta cercando di scindere il destino della nazione da quello dei paramilitari filo-iraniani, cercando nell’Europa e negli Stati Uniti i garanti di una sovranità perduta.

Ma la domanda resta: l’esercito libanese avrà davvero la forza, o la volontà politica, di affrontare Hezbollah frontalmente? Per Aoun, non c’è alternativa: o lo Stato riprende il fucile, o il Libano cesserà di esistere.

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