Il nuovo volto della diplomazia britannica, il principe William in missione nel deserto
Principe William in missione segreta (ma non tropp
Ariel Piccini Warschauer.
C’è un’aura di attesa vibrante intorno a Kensington Palace. Il Principe William, fresco di impegni ufficiali tra le trame scozzesi di Stirling, si prepara a un debutto assoluto: la sua prima visita ufficiale in Arabia Saudita. Un annuncio che profuma di futuro, suggerito dal Premier Keir Starmer, e che conferma come la Corona – e il Governo – vedano ormai in William l’ambasciatore più prezioso a disposizione del Regno Unito.
Due eredi, un unico destino
Il fascino di questo viaggio risiede nel cuore degli incontri previsti a Riad. William si troverà faccia a faccia con il suo “omologo”, il Principe ereditario Mohammed ben Salman. Due leader, due generazioni destinate a regnare, che si incontrano per tessere legami che vanno oltre la politica: si parla di investimenti, energia e nuove visioni commerciali, proprio mentre si profila all’orizzonte il centenario delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni (che cadrà nel 2027).
Se la Regina Elisabetta II aveva incantato il Re Khaled nel 1979 e Re Carlo III ha visitato il Paese oltre dieci volte, per William è il momento di lasciare la propria impronta personale.
Il programma non prevede solo gelide sale conferenze e rigidi protocolli . Nel cuore delle tre giornate è prevista anche un’escursione nel deserto, un momento simbolico che riporta alla mente le suggestioni dei grandi viaggiatori del passato.
Ma non è tutto “glamour e dune”. William approda in Arabia Saudita con la consapevolezza di chi sa gestire il peso del proprio ruolo. Il principe dovrà esercitare tutto il suo “soft power” per navigare tra le acque agitate delle critiche internazionali legate ai diritti umani e al cosiddetto “sportswashing”. Da grande appassionato di calcio quale è, il Principe di Galles troverà certamente pane per i suoi denti discutendo dei Mondiali 2034, che si terranno proprio in terra saudita.
Perché mandare William proprio ora? La risposta è semplice: fascino, stabilità e una capacità innata di modernizzare la tradizione. Dopo i viaggi in Kuwait, Oman ed Emirati Arabi, questa missione rappresenta il “master” definitivo in diplomazia mediorientale per il futuro Re.
Mentre il mondo osserva, William si prepara a dimostrare che la monarchia britannica non è solo un simbolo del passato, ma un ponte verso il futuro. E chissà se, tra un tè nel deserto e un incontro di Stato, il principe riuscirà a portare un tocco di quella freschezza “Windsor” che tanto piace ai sudditi e al mondo intero.






