La legge del più forte, il messaggio che manda Trump al mondo con la cattura di Maduro
Se esistesse un premio per aver sconvolto definitivamente un ordine internazionale che andava avanti da decenni, quello Donald Trump lo vincerebbe subito, senza temere altri concorrenti. Dopo quello che ha fatto in Venezuela, per non citare gli insuccessi in Ucraina e a Gaza, il Nobel per la Pace è giusto che non lo nomini più.
Il presidente americano, con un attacco che sembra ben più di una prova di forza, e il rapimento di un leader che, seppure autoritario e ingiustificabile nei suoi metodi di gestione del potere, era comunque a capo di uno Stato sovrano, vuole lanciare un messaggio a più destinatari. Lo scrive Marta Ottaviani sul Quotidiano Nazionale.
Alle Nazioni Unite, facendo loro capire che ormai non contano più nulla. Alle altre super potenze, per comunicare che, anche se gli Stati Uniti si stanno ritirando da alcuni scenari geopolitici, ci sono ‘giardini di casa’ dai quali gli altri devono stare più lontani possibile. E fra chi non deve osare avvicinarsi ci sono in testa la Russia, ma soprattutto la Cina, che, però, nei decenni scorsi, ha ampliato la sua presenza in Sudamerica in modo irreversibile. Infine, ci sono le altre nazioni, perché capiscano definitivamente che l’epoca del multilateralismo è tramontata e che adesso vige la legge del più forte.






