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Il capo dei camaldolesi ai monaci: “Meno TikTok e Netflix e più momenti comunitari”

I social sono entrati in convento. Ne parla in una intervista a La Nazione dom Matteo Ferrari, 51 anni, nato e cresciuto a Parma, monaco a Camaldoli da quando aveva 27 anni. Dal novembre del 2023 è priore generale: come dire a capo di tutti i camaldolesi del mondo. Anche se la sua base resta Camaldoli, nel bosco caro a Giorgio Vasari. 

Priore Ferrari, nel regno del silenzio i social fanno rumore. Perchè? 

“La cella monastica non è il luogo per guardare film individualmente. Credo sia molto più sano sia pensare a momenti comunitari, di crescita comune. Netflix e altre piattaforme streaming, così come social come Instagram e TikTok, pensate per dare dipendenza, devono essere evitate assolutamente”. 

Da cosa nasce la sua riflessione?

“Il mio non è un rimprovero, ma un invito a meditare su un tema che attraversa la vita di tutti e non può essere ignorato”. 

Rileva una tendenza all’uso frequente dei social tra i monaci? 

“No. Tuttavia occorre riflettere sul fatto che in un contesto come il nostro dove è importante la cura del silenzio, dell’ascolto e della relazione, l’uso di internet va gestito con sapienza”.

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