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Il Biffo ascolta le ragioni del cuore e torna nella sua Prato

Biffo sì Biffo no, alla fine sarà Biffo sì ma il referendum sulla giustizia non c’entra. Matteo Biffoni alla domanda del cuore ha risposto “sì”, anche se la ragione lo avrebbe fatto propendere per il “no”, e si candiderà a sindaco di Prato. Ancora non lo dice ufficialmente ma il suo partito, il Pd, e il centrosinistra gli chiede questo sacrificio e lui metterà da parte l’incarico di presidente della commissione sanità del consiglio regionale dove è arrivato grazie a 22mila preferenze per tornare a fare il sindaco, incarico già ricoperto per due mandati prima di lasciare la fascia tricolore a Ilaria Bugetti, costretta alle dimissioni da un’inchiesta giudiziaria. Nei giorni scorsi si è detto che dalla candidatura o meno di Biffoni dipendeva anche quella del centrodestra perché con il Biffo in campo, dicono gli addetti ai lavori, non c’è partita e Fratelli d’Italia non sceglierà il candidato sindaco perché non vuole ascriversi una sconfitta. Ma anche Forza Italia perché dovrebbe indicare un candidato? Alla fine però sarà la forzista Rita Pieri, assessora nella giunta del sindaco di centrodestra Cenni, a contrastare il ritorno di Biffoni nella sua Prato. Dopo la santa pasqua, quasi in zona Cesarini, il Biffo annuncerà la candidatura accompagnata dalle campane del duomo.

Intanto la lista civica “Taiti per Prato” dice di guardare “con attenzione all’evolversi degli incontri e dei programmi portati avanti da Jonathan Targetti con Aria Nuova” e “spirito liberale e libertario che ne contraddistingue l’entusiasmo è contagioso”. Basta “tergiversare sulla scelta dei candidati a sindaco, il tempo è ampiamente scaduto” tuona Massimo Taiti, portabandiera della lista che porta il suo nome.

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