I Giochi invernali per lanciare Milano capitale ma sono tutti d’accordo?
Venanzio Postiglione sul Corriere della Sera scrive che i Giochi invernali di Milano-Cortina sono un banco di prova per il Paese. “Qui – commenta il giornalista – sono in ballo il profilo politico generale, il peso nazionale della città, le capacità organizzative, l’immagine stessa dell’Italia, che si tormenta prima dei grandi eventi e poi (in genere) è all’altezza delle sfide. Nel mondo senza pace, senza senno, nel mondo della forza e delle caverne, l’Olimpiade è l’oasi che (quasi) tutti aspettiamo, è la normalità che ora è diventata eccezione. Vedremo le regole e il rispetto delle regole, addirittura, e le armi più pericolose saranno un paio di sci. Lo spirito dei Giochi diventa uno strappo del tempo, un pianeta parallelo: che possa contagiare i grandi leader, nella città di Sant’Ambrogio, è solo un’ipotesi, ma intanto è qualcosa. La gara del cinismo, per cui andrà tutto male e ben ci sta, può prendersi anche qualche giorno di tregua. Olimpica. Milano arriva con un cruccio e una certezza. Il cruccio è la stagione, non semplice, per cui i grattacieli, lo sviluppo, il benessere hanno favorito pochi e non tanti, hanno ingigantito la capacità di attrarre ma non quella di dare una mano: temi reali e sentiti. La certezza è che, diciamolo, perché è vero, quando l’Italia ha bisogno di decollare si affida a Milano. Al suo talento, al suo ruolo europeo. Scrivere che, oggi, le leadership al governo e all’opposizione capiscono e riconoscono il valore di Milano per l’Italia sarebbe una bugia. Criticare la città è più che legittimo, lasciarla sola è un clamoroso, inconcepibile, autogol nazionale. Non solo. Il sistema dei Giochi diffusi, che partono dallo stadio di San Siro e arrivano a Cortina, attraversando le regioni, è un modello per la crescita stessa del Paese. Che ha bisogno del dialogo, dell’intreccio, della sintonia dei territori come l’aria. Un tempo, prima di baciare i generali, la politica «nordista» si occupava di questo. L’Olimpiade che comincia può diventare un modello nuovo, sportivo, produttivo, anche politico, con Milano al centro, oppure può restare un grande spettacolo, più o meno riuscito, con alcune opere incompiute, molto traffico, un po’ di disagi, una serie di gare emozionanti e tanti campioni da portare in trionfo”.




