Hezbollah decapitata, la terra trema tra Israele e Libano
Ariel Piccini Warschauer.
La terra trema nuovamente al confine tra Israele e Libano, e questa volta il colpo inferto dai caccia con la Stella di Davide punta dritto al cuore politico e militare del “Partito di Dio”. Secondo quanto riferito nelle prime ore di questa mattina dall’emittente saudita Al-Hadath, Mohammad Raad, deputato libanese e capo del gruppo parlamentare sciita di Hezbollah e figura chiave dell’organizzazione, sarebbe rimasto ucciso in un raid di precisione condotto dall’aviazione israeliana (IDF).
L’operazione è scattata come risposta immediata a una pioggia di proiettili e razzi lanciati dai miliziani sciiti verso il nord di Israele durante la notte. La replica di Gerusalemme non si è fatta attendere: un’ondata di attacchi chirurgici ha colpito obiettivi sensibili sia nella capitale Beirut che nel Libano meridionale, tra Tiro e Sidone.
Sebbene i vertici militari israeliani abbiano confermato di aver neutralizzato diversi «terroristi di alto livello» e un «operativo centrale» nel sud del Paese, l’IDF mantiene per ora il consueto riserbo sui nomi dei bersagli eliminati. Tuttavia, le indiscrezioni che arrivano dai network arabi descrivono un colpo durissimo alla catena di comando di Hezbollah.
«Pagheranno un prezzo carissimo»
Il generale Rafi Milo, capo del Comando Settentrionale dell’IDF, ha rilasciato una dichiarazione dai toni inequivocabili, che non lascia spazio a mediazioni diplomatiche nel breve termine: «Hezbollah ha scelto il regime iraniano a scapito dello Stato del Libano, dando il via a un attacco contro i nostri civili. Eravamo pronti: ora pagheranno un prezzo carissimo.»Milo ha poi rassicurato i residenti del nord di Israele, spiegando che le truppe sono schierate in modo massiccio lungo tutto il confine e che, al momento, non è prevista alcuna evacuazione dei centri abitati. «Abbiamo colpito quartier generali e infrastrutture terroristiche — ha aggiunto il generale — e stiamo procedendo a evacuare i civili libanesi nel sud in previsione di ulteriori, pesanti raid». L’uccisione di una figura del calibro di Raad, se confermata ufficialmente, segnerebbe un punto di non ritorno nell’attuale escalation. Per Israele, il messaggio è chiaro: non c’è “immunità” che tenga per chi siede in Parlamento a Beirut se questi è parte integrante della macchina bellica di Teheran. La strategia di Gerusalemme sembra ormai orientata verso una pressione massima che non mira solo a contenere il lancio di razzi, ma a smantellare sistematicamente la leadership che ha trasformato il Libano in una polveriera sotto il controllo dell’Iran.


