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Harry e Meghan, perché nessuno riesce a lavorare con i Sussex

di Ariel Piccini Warschauer.

Undici dimissioni in soli cinque anni. L’ultima a gettare la spugna è Meredith Maines, la “maga della comunicazione” che era riuscita a far parlare Harry con Re Carlo III. E dietro le quinte del marchio Archewell, il clima sembra essere tutt’altro che regale. Non c’è pace tra le palme di Montecito. Mentre Harry e Meghan cercano di consolidare il loro impero americano, le fondamenta della loro squadra continuano a tremare e a perdere pezzi importanti. L’ultima scossa porta il nome di Meredith Maines, la responsabile della comunicazione esterna che ha rassegnato le dimissioni dopo soli tre mesi di servizio. Un record di brevità che, per i Duchi di Sussex, sta diventando una preoccupante abitudine.

Il paradosso di Meredith: missione compiuta, ma addio.

L’addio della Maines brucia particolarmente. Assunta nel marzo 2025, in soli novanta giorni era riuscita in quella che sembrava una missione impossibile: riaprire il dialogo tra il Principe Harry e la Corona. È stata lei l’architetto dell’incontro segreto a Londra con Tobyn Andreae (braccio destro di Carlo III) che ha spianato la strada allo storico faccia a faccia tra padre e figlio dello scorso 10 settembre. Nonostante il successo diplomatico e il superamento della storica diffidenza di Buckingham Palace, Meredith ha preferito sbattere la porta. Come lei, prima di lei, avevano fatto Josh Kettler (ex capo dello staff) ed Emily Robinson: tutti durati il tempo di una stagione.

Il club dei “Sopravvissuti”

Cosa succede davvero dietro le porte chiuse della villa di Montecito? Le indiscrezioni che filtrano dipingono un quadro complesso. Non è un segreto che tra gli ex dipendenti della coppia sia nato il club dei “Sussex Survivors” (i sopravvissuti dei Sussex).

Le voci di corridoio parlano di messaggi e richieste da parte di Meghan a qualsiasi ora del giorno e della notte. Senza contare le accuse di incoerenza strategica con progetti e piani che cambiano direzione repentinamente, rendendo difficile il lavoro di professionisti e collaboratori. Alcuni ex manager sarebbero così scottati dall’esperienza da aver preferito eliminare ogni riferimento ai Sussex dal proprio CV, quasi a voler cancellare quel periodo dalle loro carriere. Mentre lo staff fugge, Harry e Meghan tentano la mossa burocratica: recentemente hanno modificato gli statuti di Archewell per rendere le donazioni alla fondazione fiscalmente più appetibili. Una mossa strategica per attirare nuovi capitali, che però non risolve il problema principale: la gestione delle risorse umane.

In un mondo in cui l’immagine è tutto, la difficoltà nel trattenere i collaboratori rischia di diventare il vero tallone d’Achille della coppia. Senza una squadra stabile, anche i progetti più ambiziosi rischiano di restare castelli di sabbia sotto il sole della California. 

Harry e Meghan, perché nessuno riesce a lavorare con i Sussex

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